Avvio una spericolata autoanalisi.
Avvertenza: potrei sembrarvi un idiota, e potreste averne ragione.
In tal caso, vi prego di farmelo notare, ma con garbo.
Sulle accuse di demenza sono suscettibile.
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Il motivetto di fondo è l'incapacità di perdersi, ovvero: l'idolo
della razionalità genera mostri. Talvolta anche quando l'idolatria
sembra avere fondamento. Il mio parere da quattro soldi è che l'atto
di impugnare le forbici, allo scopo di sistematizzare o anche solo
riassumere quanto vissuto, nel suo adempimento distrugga la sua concezione.
Lasciando una corsa frenetica di attimi, saltuariamente interlacciabili,
mal catalogabili, nel complesso poco significativi, se non agli occhi
del censore. Per la maggior parte dolorosi, e certamente non riconducibili
alla sfera razionale.
Quando scrivo parlo di me, delle mie manie, delle mie paure.
Delle mie speranze, trasfigurate. Non conosco profondamente
molto altro, sarei sleale a comportarmi altrimenti. Vi dirò
che non mi dispiace calcare la mano e giocare direttamente
con la pazzia. Confine sottile.
Originariamente, l'esasperazione di Michele voleva far sorridere.
Eppure non mi pare faccia sorridere. Tra intenzione e reazione,
un disastro. Mi riservo di meditarci.
Scrivo come mi piace leggere. Posso immaginare che le innumerevoli
omissioni rendano il tutto piuttosto indecifrabile... prendetele
come una sfida, "lacune da colmare".
In ogni caso, a domanda diretta assicuro risposta diretta.
Grazie per i commenti.
I prossimi, più cattivi.
PS: Non vi sforzate, la conclusione non c'è.
Michele ha molta fiducia in Giuliana. 151.65.224.232 151.65.224.232 |