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<title>Il blog di Elianto84</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php</link>
<description>Il blog di Elianto84</description>
<item>
<title>Pensavo</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k159</link>
<description>&lt;center&gt;alla rima reason-prison condita da sufficiente rumore, come all'approvazione&lt;br /&gt;
storica via Kramnik-Shirov d'annata di 1.c4 e5 2.g3 f5!? e al fatto che la&lt;br /&gt;
mancanza di supporti rigidi mi priverà per un po' della mia musica &lt;br /&gt;
romantic-pagan-underground, cui mi ero affezionato come al derelitto&lt;br /&gt;
di un galeone in secca, quadrati vastamente pianeggianti dalle vibrazioni&lt;br /&gt;
udibili solo in specifiche condizioni climatiche, d'umore e di trasporto&lt;br /&gt;
- è bello perché sapevo che avresti detto sì e basta - giacigli improvvisati,&lt;br /&gt;
termiti e lunghi baci alle sirene hanno rivestito un ruolo tutt'altro &lt;br /&gt;
che marginale nell'acquisizione e la rielaborazione dei ricordi.&lt;br /&gt;
Pensavo a quel ristorante fast-food della cui esistenza sono incerto,&lt;br /&gt;
architettonicamente e cromaticamente molto ben congegnato: civile, alto,&lt;br /&gt;
ampie vetrate alle pareti. Vi ho pranzato in sogno con Erica ed ero molto&lt;br /&gt;
coinvolto, sia da Erica che dal discorso che dall'incarico o missione,&lt;br /&gt;
poetica tanto quanto periferica. Alcune immagini prendono forma in notti&lt;br /&gt;
anonime e da colori troppo accesi si assestano sul bordo della tavolozza&lt;br /&gt;
in una condizione di torpore mai definitiva: una muta di cani bianchi&lt;br /&gt;
dinnanzi a due bassi muretti laccati di bianco, tra i muretti lustri &lt;br /&gt;
ciottoli bianchi che conducono in una spiagga ancor più algida, appena&lt;br /&gt;
lambita da un mare quasi immobile, solcato dai riflessi accecanti&lt;br /&gt;
di nuvole sottili - e bianche. Un nitore velenoso e ammorbante, sospeso&lt;br /&gt;
in un totale e funereo silenzio. Mi ero ripromesso di non parlarne mai.&lt;br /&gt;
Invece traggo dalla tasca due intimi spiccioli di un conio antichissimo,&lt;br /&gt;
con la richiesta, sempre la medesima - qualcosa di vero.&lt;br /&gt;
&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>La semantica del sì e del no</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k158</link>
<description>&lt;center&gt;Soffermiamoci dapprima sulle valenze, semplificandole nella dicotomia costruttiva/distruttiva:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì costruttivo - evidenzia interesse nella comunicazione, desiderio che questa &lt;br /&gt;
si protragga, si approfondisca, conduca in nuovi porti. In alternativa, &lt;br /&gt;
stabilisce la totale assenza di dubbi, la solidità di quanto dibattuto &lt;br /&gt;
- è ferreo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì distruttivo - taglia corto per evitare l'inasprimento di un conflitto&lt;br /&gt;
o eventuali complicazioni, è segno di accondiscendenza solo superficiale,&lt;br /&gt;
ha un valore ironico o sarcastico - è un cavallo vecchio, stupido e bendato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No distruttivo - taglia i ponti di un passaggio logico fallace, è segno&lt;br /&gt;
di un'opposizione forte a qualcosa di sgradito o mendace, si prefigura come&lt;br /&gt;
naturale precursore di un discorso costruttivo o correttivo, evidenziando &lt;br /&gt;
lacune nella solidità di quanto proposto - è il fendente di una spada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No costruttivo - è la catalisi di una paura, di un dubbio, di un tentennamento. &lt;br /&gt;
In alternativa, è una versione sbiadita (ad arte, o in assenza di dolo) &lt;br /&gt;
di un No distruttivo, una reazione di forza inferiore a quella dell'azione &lt;br /&gt;
- è il patteggiamento di una pena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Analizziamo ora alcuni varianti semantiche di un discorso diretto&lt;br /&gt;
con molteplici interrogativi, anch'essi indiretti:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot; Posso renderti partecipe della mia vita, sebbene questa non abbia&lt;br /&gt;
  alcunché di brillante, fuor dall'appartenere ad un essere senziente.&lt;br /&gt;
  Posso farlo e posso cambiare, se il mio agire e il mio mutare sono&lt;br /&gt;
  il seme di un miglioramento, di una distensione, o di una nuova&lt;br /&gt;
  battaglia. Posso annettere nuove delibere alla mia morale, una&lt;br /&gt;
  legge sul rispetto, e un fiorir di commi sul rispetto della morale.&lt;br /&gt;
  Far tutto ciò in silenzio, senza proporre emendamenti, credendo&lt;br /&gt;
  ciecamente nella virtù di ogni tua richiesta, nell'insindacabile&lt;br /&gt;
  illecità delle richieste mie e nell'insensatezza degli ultimatum.&lt;br /&gt;
  Poi fuggire in preda al panico e al disgusto, macchiandomi di un reato&lt;br /&gt;
  minore dinnanzi ad aberrazioni maggiori. [...] &quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[continua]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt; - Modificato il 01.11.09 - 4:00 am - &lt;/i&gt;&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Pessimo</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k157</link>
<description>&lt;center&gt;Non si dovrebbe giocare a scacchi con la testa altrove. E' una sfida che&lt;br /&gt;
richiede intuizione, fantasia, capacità di calcolo; sia I che F che CC&lt;br /&gt;
vengono grandiosamente impoverite da qualcuno che ti scuote per un braccio,&lt;br /&gt;
o chessò io. Due linee da indagare: Est-Indiana d4 Nf6 c4 g6 Nf3 Bg7 Nc3 d6&lt;br /&gt;
e4 O-O h3N, con l'idea di contrapporre g4 alla minaccia di f5 e proseguire&lt;br /&gt;
con Ae3,Ae2,O-O-O e quanto serve per impiantare una simil-Slava-Shabalov; &lt;br /&gt;
Semi-Slava &quot;Alternative Botvinnik&quot; d4 d5 c4 c6 Nf3 Nf6 Nc3 e6 Bg5 h6 Bh4&lt;br /&gt;
g5 Bg3 dxc4 e4 b5 e il setup ideale del Nero prevede Bb7, Nd7 e Nd5, forse&lt;br /&gt;
Qa5 e forse Bg7, con lieve superiorità materiale ma grande caos: la manovra&lt;br /&gt;
Nfd2 del Bianco ha esiti incerti, il lato di Re Nero è globalmente debole,&lt;br /&gt;
il pedone B Nero spesso arriva in prima traversa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece mi trovo a giocare una Tarrasch dove eseguo cxd5 e g3 Bg2 come da&lt;br /&gt;
libro, senza riuscire a cavare più nulla, arrivando anzi in un finale&lt;br /&gt;
patto per miracolo; successivamente perdo con il Nero giocando la Robatsch&lt;br /&gt;
con a6 e doppio fianchetto: quando la colonna C si schiude ho l'impressione&lt;br /&gt;
di prendere un pezzo inchiodato sulla Ra1, ma un'infilata diagonale di Donna&lt;br /&gt;
prende Torre, Pedone e posizione. S'ì fossi foco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Deficitario sotto diversi punti di vista, vorrei solo riprendesse il&lt;br /&gt;
tran-tran delle lezioni, con ritmi ben scanditi e prevedibili (ma sempre&lt;br /&gt;
gradite) occasioni di sorriso. Si affollano logica, topologia, geometria&lt;br /&gt;
differenziale, supplementi di analisi, algebra computazionale, laboratori,&lt;br /&gt;
giochi da rompere, gente che mi manda al diavolo alla prima occhiata,&lt;br /&gt;
mal di denti cronico, scarso appetito, abbondanti droghe e nessun futuro.&lt;br /&gt;
Non desidero morire, però certamente preferirei non esistere, o quantomeno&lt;br /&gt;
non essere intercettato da aspettative altrui - gentilezza riconoscenza&lt;br /&gt;
empatia onore rispetto patria dio bambini bontà Natale e feste comandate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho l'impressione che quand'ero più giovane ci fossero possibilità &lt;br /&gt;
di attuare un Diverso, a suo modo etico, modus relationandi.&lt;br /&gt;
Ma al momento non registro nulla di Diverso, è un'allucinazione al secondo&lt;br /&gt;
stadio, come credere di sognar di volare (necessari un flipper,&lt;br /&gt;
della moquette, dei genitori oppressivi e/o una malsana iper-competitività).&lt;br /&gt;
Oppure siamo a corto di materie prime, e a provvigioni giunte non ci&lt;br /&gt;
sarà da accontentarsi, fingere o giustificare; potremo dare un calcio&lt;br /&gt;
al ciarpame tedioso e sporco e continuare indisturbati l'edilizia onirica.&lt;br /&gt;
J'éspère, e, incidentalmente, j'accuse.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
M/N è la probabilità che, una volta invischiati in una permutazione&lt;br /&gt;
di N elementi, ci si trovi in un ciclo lungo M o meno.&lt;br /&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt; - Modificato il 19.09.09 - 5:11 am - &lt;/i&gt;&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>I'm baaaack!</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k156</link>
<description>&lt;center&gt; Never say there were many options&lt;br /&gt;
 niente sevizie, ma stillicidi&lt;br /&gt;
 rinchiusi acclamati nel bel castello le cui mura grondano&lt;br /&gt;
 nero bollente&lt;br /&gt;
 il dovere è oppio, dovrò amputare, reinnestare&lt;br /&gt;
 inspirare ruggine, collezionare immagini di sole nell'orto degli ulivi&lt;br /&gt;
 ora che posseggo gli affilati strumenti del demonio, inutilizzabili&lt;br /&gt;
 su questi barbari, che tendono legna corda e chiodi su distese di oceani in tumulto&lt;br /&gt;
 privi di ossa che si assottiglino, giorno per giorno... Riccardo l'inetto&lt;br /&gt;
 corone d'alloro sussiegoso nell'angolo, cadaveri sul banco,&lt;br /&gt;
 tentativi disperati già arsi fino all'anima.&lt;br /&gt;
 Noli, obsecro, istum disturbare.&lt;br /&gt;
 La nobiltà frantuma e coagula in un segno appena percettibile.&lt;br /&gt;
 A cavallo del secolo del grandi conquiste altrui, lo vedremo&lt;br /&gt;
 scampare al rogo da egli stesso appiccato&lt;br /&gt;
 sulle melodie di un'aggraziata voce femminile&lt;br /&gt;
 e lo scalpitio di un destriero nero fuliggine.&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Upon This Tidal Wave Of Young Blood</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k155</link>
<description>&lt;center&gt;Mi trovo a Pisa. Seguo lezioni di geometria differenziale, analisi funzionale,&lt;br /&gt;
probabilità. Scrivo di didattica, o di geometria euclidea, non lo so.&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://poisson.phc.unipi.it/~daurizio/Dida1.pdf&quot;&gt;Se siete curiosi.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Ho problemi con un dente, sono spesso malaticcio. &lt;br /&gt;
Assumo smodate quantità di caffeina, passo molto tempo in aula studenti,&lt;br /&gt;
fumo di continuo. Prego che le proteste conducano a qualcosa di tangibile,&lt;br /&gt;
se non proprio soddisfacente. Sono scettico. Ale e Vins partono stasera&lt;br /&gt;
per l'Inghilterra. Vanno a trovare Diego, Gabriella e Sara.&lt;br /&gt;
Non avendo ancora concordate scadenze accademiche, io resto qui.&lt;br /&gt;
Non sono neppure andato alla laurea di Gisella, se per questo.&lt;br /&gt;
Se sembra che vada tutto a rotoli, non sembra troppo peggio del solito.&lt;br /&gt;
Bravo chi si risolleva. Vorrei apportare un contributo,&lt;br /&gt;
ripristinare una vita meno silenziosa. Ma a chi importa?&lt;br /&gt;
Se volete appunti di analisi, chiedetemeli.&lt;br /&gt;
Se volete criticare il mio lavoro, criticatelo.&lt;br /&gt;
Se volete manifestare apertamente un desiderio, manifestatelo.&lt;br /&gt;
Se volete raccontarmi la vostra vita, dove andate a bere la sera,&lt;br /&gt;
in che misura detestate chi vi ha procreato, quanta maliconia vi&lt;br /&gt;
ispira la pioggia, la lista dei rimorsi, le fallite occasioni&lt;br /&gt;
per ricominciare da zero...&lt;br /&gt;
Tanto so già non lo farete. Cancellate pure l'ultimo &quot;vorrei&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Ognuno danza con il suo demone?</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k154</link>
<description>&lt;center&gt;E c'è una parte della mia città&lt;br /&gt;
Che assomiglia a te&lt;br /&gt;
Quella dei bar con fuori i tavolini&lt;br /&gt;
E del silenzio di certi giardini&lt;br /&gt;
E c'è una parte della luna&lt;br /&gt;
Che assomiglia a te&lt;br /&gt;
Quella dove si specchia il sole&lt;br /&gt;
Che ispira musica e parole&lt;br /&gt;
Baciami baciami baciami&lt;br /&gt;
Mangiami mangiami mangiami&lt;br /&gt;
Lasciami lasciami lasciami&lt;br /&gt;
Prendimi prendimi prendimi&lt;br /&gt;
Scusami scusami scusami&lt;br /&gt;
Usami usami usami&lt;br /&gt;
Credimi&lt;br /&gt;
Salvami&lt;br /&gt;
Sentimi &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non ci tornavo da tanto. Desidero riprendere tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'inarrestabile setup del bianco consiste in&lt;br /&gt;
Cf3 c4 Cc3 e3 Tg1! g4 g5 h4 b3 Ab2 Dc2 OOO Ch2&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La figura sottile e nera si stagliava sui gradini&lt;br /&gt;
e davanti al bancomat, in una luce giallastra o&lt;br /&gt;
verdognola, implacabilmente muta. Quegli occhi&lt;br /&gt;
brucianti come voragini, assetati, noncuranti.&lt;br /&gt;
Dove sei? Ora sono pronto, solo ora.&lt;br /&gt;
Voltati e trascinami via!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Sette anni fa</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k153</link>
<description>&lt;center&gt;[Diecigiugnoduemilauno,oretredicietrenta]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quanto vorrei che ti accorgessi che hai davvero bisogno di me.&lt;br /&gt;
- Io avevo davvero bisogno di te. Ma sei crollata ad un impatto minimo.&lt;br /&gt;
- Mi hai lasciato insoddisfatto. Molto insoddisfatto.&lt;br /&gt;
Amicizia, che bella parola è il manto che copre le cose più turpi.&lt;br /&gt;
- Trovarlo un amico così... sarebbe prezioso.&lt;br /&gt;
A farmi sentire in colpa per qualcosa che non ho fatto.&lt;br /&gt;
- Quale colpa peggiore dell'inazione?&lt;br /&gt;
Tu dici &quot;Ti Amo&quot; troppo facilmente!&lt;br /&gt;
- Su questo forse hai ragione, ma mi sto ravvedendo.&lt;br /&gt;
E' questo ciò di cui hai bisogno: essere trattato a pesci in faccia.&lt;br /&gt;
- Sarò un pizzico masochista, ma complessivamente è una boutade gratuita!&lt;br /&gt;
Sai che cos'è l'amore? Cosa vuol dire amare? Sei capace di amare?&lt;br /&gt;
- E tu?&lt;br /&gt;
Ti ho detto che se un giorno avessi sostenuto di amarti sarei stata sulla&lt;br /&gt;
strada giusta per sposarti. Era un'iperbole per lasciarti capire che avrei&lt;br /&gt;
fatto qualsiasi cosa per te, che avrei vissuto di te.&lt;br /&gt;
- Belle parole, ma di questo scorcio di paradiso,&lt;br /&gt;
- non ho assaggiato neppure le briciole.&lt;br /&gt;
Vergognati per come mi hai trattata.&lt;br /&gt;
- Naa. Quando sono eccessivo lo sono con premeditazione.&lt;br /&gt;
- E poi, non ho rotto nemmeno un piatto. &lt;br /&gt;
Rileggo la tua lettera, è stupenda, non posso non piangere!&lt;br /&gt;
- (qui il freddo Jack vacilla)&lt;br /&gt;
Si dice che il primo amore non si scorda mai ma il mio è un caso patologico!&lt;br /&gt;
- (mentre qui sorride)&lt;br /&gt;
Vorrei risposte, e le vorrei da te. Perché, perché, perché?&lt;br /&gt;
- Perché non mi piace prender sempre l'iniziativa, diamine!&lt;br /&gt;
- (Jack fatto di carne)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[ora dovremmo essere abbastanza grandi per farci quattro risate&lt;br /&gt;
 davanti a dell'alcool. O andare a Milano per chiuderci in una&lt;br /&gt;
 camera d'albergo. Mi dispiace tanto. Dammi istruzioni su come&lt;br /&gt;
 farmi perdonare, ti prego. E prendi questo bacio.]&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Max</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k152</link>
<description>&lt;center&gt;E ammesso che la milonga fosse una canzone, io l'ho svegliata e guidata&lt;br /&gt;
a un ritmo più lento. Così la milonga rivelava di sè molto, molto più&lt;br /&gt;
di quanto apparisse. (Paolo Conte)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quel che mi rode è evidente. Si può essere attaccati alla terra,&lt;br /&gt;
ma in fin dei conti è la riappropriazione di un primato che motiva.&lt;br /&gt;
Massa informe di eletti a nulla, frasi di circostanza e nessun gesto.&lt;br /&gt;
Teatro nella negazione del teatro. Mi si stringe il cuore.&lt;br /&gt;
Preferivo quasi scappare a raccogliere pezzi di mare, da regalare&lt;br /&gt;
a chi mi stesse attendendo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non voglio far parte. Voglio una carezza. Voglio una domanda.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La lucidità non semplifica, Max. (Paolo Conte)&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
</item>
<item>
<title>Lostlessness</title>
<link>http://elianto84.altervista.org/tasme.php#k151</link>
<description>&lt;center&gt;Nonostante fosse chiaro ormai a tutti, Giuliana restava inebetita dal nesso.&lt;br /&gt;
Fosse chiaro a tutti, o tutti sostenessero fosse chiaro. Chiaro. Come il sole.&lt;br /&gt;
Come i riflessi del neon sulla strada, dall'appartamento al quarto piano,&lt;br /&gt;
ne intravedi i contorni squadrati appena svoltato l'angolo, appena imboccato&lt;br /&gt;
il vicolo. Da distanze appena maggiori è una macchia violacea in una cornice&lt;br /&gt;
d'ombra, non c'è un impiegato zelante e smanicato tra quattro mobili angusti, &lt;br /&gt;
nemmeno la serenità d'un terrazzo che dici potrà uscire, potrà urlare la sua &lt;br /&gt;
furia d'impiegato, i vicini telefoneranno ai vigili per dar modo alla follia&lt;br /&gt;
di manifestarsi in divisa, tra le reazioni contrastate di chi porta a spasso&lt;br /&gt;
il cane e chi cerca una birra a poco prezzo. Solo una macchia del colore &lt;br /&gt;
opposto a quello che ti aspetti, un riflesso, d'appartenenza &lt;br /&gt;
ad una architettura più grande e sregolata. Le piacevano le stranezze, &lt;br /&gt;
sono un pilastro portante del mio modo d'essere Giuliana. &lt;br /&gt;
Non ha un gran valore saper tornare al punto di partenza. &lt;br /&gt;
Potrà essere una meta per quelli col cane, diceva.&lt;br /&gt;
C'era da passare davanti ai negozi, martedì sera, dopo la chiusura, &lt;br /&gt;
per provare a estorcere qualche scatolone. C'era da litigare, e furiosamente, &lt;br /&gt;
col vicino di stanza e col tecnico. Assicurarsi di poter mangiare,  &lt;br /&gt;
e non essere arrestati per vilipendio del focolare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
COSA CI RICORDA UN LUPO ALLA PORTA?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A volte mi convinco, altre mi illudo, che potrei vivere facendo a meno.&lt;br /&gt;
Ti adoravo, nulla di te poteva essere previsto. Giocai a distruggerti,&lt;br /&gt;
forse ebbi successo. Parte di me venne dispersa in mare, l'eco truce&lt;br /&gt;
dei gabbiani serrò bocca e denti, vidi il fondale avvicinarsi,&lt;br /&gt;
il buio ingigantirsi. Non conobbi più gesti né simboli, fui la pietra&lt;br /&gt;
che mi reputavate. Ma a poco a poco tornai avido di racconti, &lt;br /&gt;
e scosso da farse e tragedie riaffiorai, cercandoti.&lt;br /&gt;
Giocavi una partita con il tuo indiscutibile, superbo amore. &lt;br /&gt;
Tanto sicura di essere vicina alla vittoria, che ogni affondo sgretolava &lt;br /&gt;
un blocco del molo sotto i tuoi piedi nudi. In due bracciate&lt;br /&gt;
stavi già annaspando, alla ricerca disperata di una boa,&lt;br /&gt;
agghiacciata dalla trappola del cielo nel mare, la sconfitta, la verità. &lt;br /&gt;
Il silenzio della schiuma che si infrange di domande.&lt;br /&gt;
Ero lì pronto a sbranarti, poi nuovamente a salvarti.&lt;br /&gt;
Io non conosco riposo. Sebbene non sappia quanto abbia senso &lt;br /&gt;
affilare il coltello, al nobile scopo di essere senza macchia, &lt;br /&gt;
se a tale cristallino vaglio nessuno sopravvive.&lt;br /&gt;
Certi detestano che si stravolga così una frase, una vita, &lt;br /&gt;
unicamente per sottolinearne la ragione. D'altro canto, è facile rinvenire&lt;br /&gt;
del ridicolo o persino del patologico nei vostri tentativi&lt;br /&gt;
di aggirare la questione. Il perché, per l'esattezza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
LA MIA FEDE E' CHE MERITINO I GIUSTI, E COLORO CHE SOPRAVVIVONO AI GIUSTI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Giuliana attraversava di corsa il ponte, diretta alla stazione. &lt;br /&gt;
Palesemente accaldata, chiedendosi avrò troppo addosso, o troppo poco, &lt;br /&gt;
che importa, non voglio renderne conto. All'angolo delimitato dai portici, &lt;br /&gt;
uno spettacolo mille altre volte in scena.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
UN PAZZO. UNO DEI TANTI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel modello positivista è previsto che voi ricopriate il ruolo dei cani &lt;br /&gt;
e la professoressa De Fanis ricalchi le orme di Pavlov, mentre io, &lt;br /&gt;
attuale anima del dissenso, sia un soggetto da reprimere, con metodi arbitrari,&lt;br /&gt;
derivati dal sadismo connotato nell'unica verità, nell'unica fede, &lt;br /&gt;
nell'unico dio. Nel modello costruttivista, sorto come sistematizzazione &lt;br /&gt;
secondo dinamiche socio-psicologiche di un approccio che nessuno&lt;br /&gt;
si scandalizza ad etichettare come socratico o maieutico, si ha un relazionarsi&lt;br /&gt;
molto più &quot;à la page&quot;, e un'accettazione serena del relativismo del messaggio &lt;br /&gt;
trasmesso. Quest'appagante struttura, tuttavia, trascina con sé &lt;br /&gt;
l'ombra di un impegno spossante e della necessaria costruzione &lt;br /&gt;
di un diffuso consenso che, una volta destituiti gli antichi pilastri, &lt;br /&gt;
non è ben chiaro dove seminare; posto anche che sia semplice &lt;br /&gt;
riconoscere un'autorità, tribuirle fiducia si configura indiscutibilmente &lt;br /&gt;
come un problema di livello superiore.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IL PIU' DELLE VOLTE E' UN FRAINTESO.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non vorrei mai che crescere significhi non sapersi più perdere. &lt;br /&gt;
Mi oriento bene col principio dei quattro angoli retti, o il seguire la parete.&lt;br /&gt;
Ma sono così tentato dal tornare su altri passi. Questi orizzonti si inerpicano &lt;br /&gt;
per metri e metri. Ogni metro percorso da me, un metro d'orizzonte in più, &lt;br /&gt;
a parete verticale, senza appigli, senza riposo, senza affetto, &lt;br /&gt;
senza la possibilità di mollare gli ormeggi, una gara ai sette piani di scale, &lt;br /&gt;
al trasloco in un giorno.&lt;br /&gt;
Cosa sto facendo. Dovrei essere da Giuliana.&lt;br /&gt;
Invece sono inchiodato qui a rammentare umiliazioni.&lt;br /&gt;
Come quando da piccolo dovetti parlare con dei ragazzi di chiesa, e fui preso &lt;br /&gt;
dalla ferocia demolitiva del nuotatore che ha sbagliato una virata, del battito &lt;br /&gt;
d'ali in rotta con la calda corrente, delle preghiere inesaudite. &lt;br /&gt;
Lo scopo era quello di sollevarli dalle mansioni faticose, &lt;br /&gt;
non certo sostituirli; invece fu imbarazzo, e nessun riscatto. &lt;br /&gt;
Mi promisi una vendetta incentrata unicamente sul ricordo, eterno. &lt;br /&gt;
Indissolubile. Sarò peggio dell'inferno che vi siete costruiti. &lt;br /&gt;
Potrete insegnarmi come sia possibile perdersi in due gocce, &lt;br /&gt;
non guardare dove conduce un breve rettilineo, aggregarsi per condividere&lt;br /&gt;
la paura, non pensare e gioire del non-pensiero. &lt;br /&gt;
Alché vi sterminerò.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CHI NON SIA GIUDICE, SIA GUARDIANO.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anch'io voglio perdermi. Amare e perdermi.&lt;br /&gt;
Michele io preferisco la schiettezza alla cortesia. &lt;br /&gt;
La schiettezza alla cortesia. La brutalità!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
EGO TE ABSOLVO.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Brava Giuliana.&lt;br /&gt;
Certo, a volte mi sbaglio, a volte mi imbatto in solenni cantonate. &lt;br /&gt;
Come quando credevo si trattasse di questioni ferroviarie, e i soggetti invece&lt;br /&gt;
erano ben altri. Che ridere. A volte è un gioco di scatole cinesi,&lt;br /&gt;
dove sembra che il senso si rovesci ogni qual volta un bambino &lt;br /&gt;
si sbarazza di un involucro, più adulto, più maturo. E meno bambino. &lt;br /&gt;
Non sai mai chi hai davanti.&lt;br /&gt;
Ti dicono d'ogni concezione larvale che verrà riallacciata, presto,&lt;br /&gt;
presto capirai il perché. E invece ti trovi a lavorare sulle ombre, &lt;br /&gt;
indagare sull'incastro di pezzi minuscoli, nessuno nel frattempo se n'è curato, &lt;br /&gt;
le lancette si susseguono e l'aspetto avvizzisce.&lt;br /&gt;
Sono qui sotto un portico, sto invecchiando, &lt;br /&gt;
sarei dovuto essere da te molto tempo fa. Mi perdoni?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
SI DELINEA UNA ROTTA RASENTE LE COLONNE D'ERCOLE.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Certo che ti perdono. Però non puoi sparire così, ti immaginavo già &lt;br /&gt;
chissà dove. Ogni volta mi getti nel panico, è spossante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
APPRODO.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intrapersonale pensare al pensiero, ed altre iterazioni analoghe. &lt;br /&gt;
Raggiunta la padroneggiata soglia, pretendere, sì, pretendere, di potersi &lt;br /&gt;
sporgere oltre senza dar nell'occhio. Ma mi basta un sobbalzo, un'esitazione, &lt;br /&gt;
la singola contrazione di una pupilla, il tremolio del mento. Ne ho perfetta &lt;br /&gt;
coscienza, tanto da sentire il desiderio di sputare tutto in faccia ai miei &lt;br /&gt;
interlocutori - ma a costo di un martirio e di una mostruosità che non sono &lt;br /&gt;
disposto a pagare. Assistere alle manifestazioni di un amore così sconfinato &lt;br /&gt;
dev'essere ripugnante, un trauma irreversibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CHIOSA.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IRREVÉRSIBLE era anche il titolo di un romanzo erotico. &lt;br /&gt;
Francamente orrendo. &lt;br /&gt;
Ora ondiamo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br&gt;&lt;i&gt; - Modificato il 20.07.08 - 5:35 pm - &lt;/i&gt;&lt;/center&gt;</description>
<author>elianto84@gmail.com</author>
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