This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

Nuova falegnameria mentale
L'Autunno dell'uva selvatica
Necessità di nudismo
Giacché c'era tempo
In coma è meglio
Le Saghe di Onan
Acido Placido










WonderingAloud
Minimmoralia
Corvi Arabi
Lineacurva
Ciclofrenia
Epiploon
Ritirata

Google
 
Web elianto84.altervista.org
Last Comments
Post #Id:221   25.01.12 - 10:51 am ~Bi
Post #Id:221   25.01.12 - 4:34 am ~Smt_1033
Post #Id:221   25.01.12 - 1:17 am ~elianto84
Post #Id:220   12.01.12 - 5:05 pm ~ABC
Post #Id:218   22.12.11 - 4:00 pm ~Bi
This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
Nel blog sono presenti 146 post raccolti in 15 pagine
La pagina attuale è la numero 1

Previous 1 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 Next




La Questione Bombieri

_/-----------| 25.01.12 - 1:06 am |-----------\_

L'origine del tremore basale è nel consolidato abuso di eccitanti. La relativa importanza dell'aspetto sessuale sta nella contrapposizione tra la "semplice ginnastica", dunque l'opinione, propria anche di mia madre, per cui foia e foga siano sopravvalutate, e il giunto tra Eros e Thanatos, dove la necessità della violenza è la necessità di provarsi in grado di sopravvivere, alla numerosità e all'intensità degli shock. Il mondo delle donne è sorretto da un titano di cartapesta: tonnellate di richieste, cui è indispensabile prestare attenzione, essere all'altezza. Certe gru dai colori sfavillanti vorrebbero nascondere la testa sotto la sabbia, o solo sfregare il proprio lungo collo contro un altro, più morbido. Prevalgono invece, talora a distanza di lustri, i biechi propositi meccanici per cui una gru nasce solo per sorreggere carichi. Tu, giovane, non puoi semplicemente ignorare la tecnica del tuo tempo. Dovrai seguire la tecnica che delineerà l'età di tuo figlio, senza bollarlo sbrigativamente come un inetto, perché non sa giocare ai cavalli ed approfittare delle occasioni. Maleducato, mi dice. Maleducato, irrispettoso, insensibile. Chi mai mi avrebbe dovuto rendere conforme all'etichetta, incline a prostarmi, empatico e facile alle lacrime? Non le raccogli, tu, le parole? Lasci che fuggano impazzite o anneghino in un bicchiere di whiskey? Ora che sto per andarmene, le pareti di questo posto mi sembrano i confini inviolati di un posto nuovo. Me ne sto con la sigaretta al vento buio e gelido, maturando propositi che non hanno possibilità di compimento, ora. Non ridi mai, dice lei. Penso alle occasioni in cui ho regalato una rosa, o me ne hanno fatto dono. La simbologia dei fiori è semplice: ciò che non sarà, il frutto, o che è appena stato reciso, il gambo. Attorno a me si affollano i discorsi frivoli di chi non ha ancora le spalle al muro. "Cinque e mezzo, Ramirez, alla prossima. Eh, ma le gambe." Ci sono le scale di casa tua che mi infondono lo stesso senso di smarrimento e totale dedizione. Ci sono le parole "tua madre sarebbe fiera" come pure una manifesta, inattesa approvazione morale di un volto severo, che senza tremori afferma "potresti essere sprecato, o pentirtene. Non è semplice tornare sui propri passi. Per istigarti a riflettere, ti porgerò ora un dono enorme." Di nuovo in balia del vento. Premurati di sincerare che chi lo conosce, lo sappia interpretare davvero. Nuova boccata di fumo. Ti aspetto e ogni giorno mi spengo poco per volta e ho dimenticato il tuo volto. Mi chiedono se la mia disperazione sia pari alla tua assenza no, è qualcosa di più: è un gesto di morte fissa che non ti so regalare. (Alda Merini)
- Modificato il 25.01.12 - 11:51 am -

Post Id:#221 ha un totale di 3 commenti - Guardali o lasciane un altro


Occhi cavi

_/-----------| 12.01.12 - 12:23 pm |-----------\_

C'era anche questo sogno, tra i lungamente presagiti. Il nostro antieroe, il nostro tafano kafkiano, si riprende rattrappito da un sonno troppo breve, raggiunge il bagno a tentoni, accende la luce (la sua prima parola, tra poco ogni pragmatica verrà distrutta, ogni capriccio smobilitato) e indaga, con l'ausilio dello specchio, riguardo quel fastidioso prurito alle palpebre. Nonostante le labbra riarse, da malato terminale, la sete che lo consuma incessantemente, ora sono le palpebre, sul prioritario piedistallo. "Non puoi più evitare il problema. Quando hai deciso di voler ammettere, hai reso irreversibile la situazione." Le orbite sono cave. Vuote. Buie. Eppure egli vede! Si precipita in strada, in cerca d'aiuto. Corre disperato e veloce, con le mani sugli occhi, o, per meglio dire, sul nulla che li ha sostituiti. Non teme per la menomazione, dato che, per l'appunto, egli vede. Forse il danno estetico, ma neppure. Dove ha origine, allora, questa frenesia? Non ce n'è traccia, nel grande libro. Egli si dimena come un ossesso. Ci sono una casa, una strada e due individui, le fondamenta del semplice plastico hanno le sembianze di un cuneo metallico, il cui filo è delicatamente in equilibrio su una fune. Ogni scossone può essere fatale: si precipita in fretta, nel vuoto dei secoli, nei secoli.
- Modificato il 13.01.12 - 9:38 pm -

Post Id:#220 ha un totale di 1 commenti - Guardali o lasciane un altro


Big Omegas, small alphas.

_/-----------| 05.01.12 - 9:39 pm |-----------\_

La distanza che intercorreva tra i merli delle mura era esattamente pari alla loro larghezza, cosicché, un tessitore d'etere, ricevuta l'investitura per replicare la realtà, perfezionandola a suo piacimento, sarebbe stato posto dinanzi alla scelta: sovrapporre delle mura analoghe, ma ribaltate, raddoppiando l'altezza delle rettilinee difese, o creare un colossale intarsio, uno spigolo, una coda di rondine, dove accogliere un altrettanto colossale primo passo, e darsi lo slancio.
- Modificato il 06.01.12 - 7:39 pm -

Post Id:#219 non ha commenti - Lasciane uno


Rapsodia Anarchica

_/-----------| 21.12.11 - 11:20 pm |-----------\_

Tesi: nel primo movimento si manifesta la proprietà. Si aggiungono strumenti e dissonanze, fino a bearsi di ciò che si possiede, di ciò che si ottiene e di ciò che si estorce. Nel primo movimento si descrivono vita e passioni dei ladri. Antitesi: il secondo movimento è la comparsa di un demone. Questo si manifesta sulla via dell'ispirazione, ai confini dell'empirico. È un ribaltamento. Sbarazzarsi di ciò che si ha. Per non esserne posseduti, o per cavarne piacere. Il samaritano esaltava unicamente la propria grandezza, accorciando le distanze tra atarassia ed edonismo, nirvana e apocalisse. Nel secondo movimento si descrivono vita e passioni dei martiri, nonché l'abbandono degli oggetti. "... mi stimava, a tratti mi comprendeva, cercava di rendermi più socievole. E avrei trascorso tutta la vita addosso a lei. È una motivazione sufficiente? Non lo so, ma per me lo è." Sintesi: il terzo movimento - "Epoché" - si apre con un'interminabile apnea, brusco risveglio tra sudori freddi. La terra non appartiene ai demoni. La terra non appartiene a nessuno. Vi sono le labbra di una donna, tutto quello che è inanimato è perso, il resto è rosso. Ciò evidenzia la presenza di un cuore pulsante. Ogni cosa è perciò, parallelamente, nera, imbrattata dal lercio di troppe battaglie. Il terzo movimento potrebbe avere come sottotitolo "Damage". Vorremmo tutti mescolare poesia e prosa, zucchero e coltelli, saper riconoscere i segni come Poe e dire "stavi pensando a questo", "hai preso questa risoluzione per questa ragione" non essere cuccioli rabbiosi e fradici in fondo ad una strettoia, gravidi di risentimento, alla strenua ricerca di calore, e di una mano che accudisca, nettata dal sangue dei martiri. Ci donano una vita, un tetto, delle abitudini e dei pregiudizi. Il processo di conversione dei colori può richiedere molto tempo. Che sia rossa o nera, una volta compiuta, la liberazione non offre garanzie d'alcun genere. All'opzione Bi non piace essere seconda nel cuore di un uomo. Come biasimarla, se moriranno tutti. Risuona un colpo di pistola. Sipario.

Post Id:#218 ha un totale di 1 commenti - Guardali o lasciane un altro


Spiga (v2)

_/-----------| 27.11.11 - 2:03 am |-----------\_

Sempre sulle Saghe di Onan, trovate una rielaborazione di un mio vecchio racconto. Buona lettura.

Post Id:#217 ha un totale di 1 commenti - Guardali o lasciane un altro


Il Teorema Cinese della Scatola

_/-----------| 16.11.11 - 4:34 am |-----------\_

Potete trovare il mio ultimo post presso Le Saghe di Onan. Buona lettura.
- Modificato il 16.11.11 - 4:34 am -

Post Id:#216 non ha commenti - Lasciane uno


Come sbarazzarsi di un peso
in due semplici mosse

_/-----------| 31.10.11 - 5:56 pm |-----------\_

Sono sufficientemente ubriaco, e la mia mente è aperta, perfetto. Chiedo anzitempo scusa a Claudio Delicato per molte affinità tra il presente intervento e uno dei suoi ultimi su Ciclofrenia: ogni parallelo è del tutto accidentale. Sorprendente da scoprire, durante la stesura della bozza. Ma veniamo all'intento. Volevo divulgare ulteriori dettagli, nuovi brandelli. La proficua collaborazione con Radiocicletta (approfitto dell'occasione per augurare un felice battesimo di fuoco a Dario e Gennaro) ha portato un taglio di luce sbilenco, inquietante, lynchano, sull'evoluzione dei miei gusti musicali. Dieci anni fa non mi sarei mai sbilanciato in favore del blues, dell'indie-rock o dello slow-core. Certo, gli unici a possedere convinzioni incrollabili sono gli imbecilli, ma mi preme sottolineare il marchio di fabbrica, piuttosto che le velleità etiche. Lo stampo è femminile ("Tanto per cambiare!", direte) e il ferro battuto delinea una A, che pur non designa un'adultera: nell'ormai sepolta vicenda, il maggior carico di macchie e colpevoli omissioni grava sul sottoscritto. Era A perché mi surclassava, mi insegnava a star tra la gente (seppur si trattasse di mostri di una élite dalla erre moscia, privi di qualsivoglia aderenza al mondo dove la gente si dissangua e si lapida) e dimostrava una dose non trascurabile d'affetto e premura. Ma non ero un compagno, ero al più un satellite. Sul suo podio giaceva lei sola coi suoi viaggi. Così tutto Bob Dylan, la musica folk, Les Anarchistes e perfino i White Stripes un giorno mi vennero a noia. Lei volò in Germania per dare nuova linfa alla semantica delle altrui fave da un punto di vista statistico molto confuso ed arrabattato, finendo per reperire un carnoso esemplare di salsiccia americana. Mi chiedo se il suo recente matrimonio abbia assistito alla fioritura di un certo senso di sacrificio, io credo (anzi temo) imprescindibile in un legame vitalizio, o se si tratti di un'arzigogolata sperimentazione legal-emotivo-burocratica. Già detto. Ormai, sono faccende che non mi riguardano. Not my business. I nostri sentieri si sono divisi. Per colpa di un Jack conteso da infatuazioni complementari. Dietro l'angolo, e tuttora lì, la pericolosa, travolgente, inopportuna, amorale ed incredibilmente arrapante K. Non c'è un gran novero dei suoi lasciti musicali, ma quando attingo ad uno specifico album dei Radiohead mi delizia immaginare che lei faccia lo stesso. Ogni tanto me lo scrive, un "ti penso" o un "mi manchi": tuttavia, dai barbuti numi del dolore ho appreso la sovraumana diffidenza, assieme all'inutilità dei consigli. Così, non mi stupisce neppure la frase: "Non compio questo gesto, perché so che sarebbe importante." È una contraddizione in termini, o una velata ammissione di un basso profilo morale, statisticamente molto diffuso nell'universo femminile - anticipo il femminismo oltranzista chiarendo che non si tratta di un pregiudizio, ma di un giudizio a posteriori, per il quale solo una lentissima maturazione ha condotto ad una piena consapevolezza. Ci sarebbe la bionda, certo. Ma che si accontenti di questa sterile menzione, la cretina. K la sovrasta di spanne nell'oculata tecnica di raggiro. K non è stupida, né maldestra, né prevedibile. Che cosa abbiano da spartire, codeste femmine, con le rispettive facce-di-scimmia, è un interrogativo aperto tanto quanto l'ottimalità del metodo di amplificazione di Vinogradov. Solo il tempo può testimoniare quanto radicato, e radicale, è un amore, sotto l'ovvia ipotesi che queste cinque lettere possano essere effettivamente caricate di un senso compiuto. Fatto sta che nel caso di K il desiderio di farmi a pezzi, o tagliuzzarmi con delle forbici affilate, non si è mai spento, mentre per la bionda D è stata sufficiente quella mezz'ora di totale deturpazione di una stanzetta nei pressi del lungarno pisano. Ci sono poi le persone dissolte, come E. Era molto religiosa, pesantemente malcondizionata. In lei viveva una dolcezza grandiosa, che non ho più ritrovato in alcun essere senziente. Si è trasferita a Roma e si è laureata. Qualcun altro si è divertito a immergerla nelle tentazioni; indiscrezioni affermano ne sia uscita malconcia. Mi dispiace per davvero, vorrei riabbracciarla. G mi ha imposto di non impicciarmi, ma dato che la disubbidienza è la vita, insisto con la prima persona singolare, e continuo a produrre vani appelli. Potremmo persino arrivare a scindere dottrina e fede, etica e dictat. Ci sono le persone di cui non parlo per vergogna, come M. Prendete qualcosa di potenzialmente duraturo, passatelo al tritacarne, quindi al tritacarte. Continuate a catalogare errori, da bravi. Ci sono le persone con cui ho più-o-meno-accidentalmente copulato, come F ed F. Cui proporrei di replicare l'esperimento, per mere finalità scientifiche. Ed arriva quel sogno ferocemente osceno. Non si tratta del sogno del maglione e delle VHS, è ben più recente. Sono in macchina con M, c'è anche la sorella, P, stiamo andando a Perugia ad assistere ad una mostra. La giornata procede placidamente; alla sera siamo tutti un po' stanchi e ci fermiamo in un locale a rifocillarci e sbevazzare. C'è un gruppo che suona dal vivo, un pezzo che ricorda "Sun is on my side" dei Gogol Bordello. Mi prodigo in inquietanti rivelazioni (un grande classico, proprio d'una ubriachezza aristocraticamente molesta); il buio cala presto sulla terra e sui nostri sorrisi. Dio, questa è dura da scrivere. Torniamo in macchina, ma l'autista M è troppo sbronzo per guidare, e si appisola quasi immediatamente. P è su di giri, esuberante come non mai. Mi fa: "Guarda adesso!" Afferra un braccio di M e lo allontana dal torso, lasciandolo ricadere a piombo. Sì, dorme profondamente. P sbottona la patta dei calzoni del fratello, tira fuori il cazzo. Insiste: "Guarda!" - e prende a leccare con voluttà e gran tecnica. M ha dei sussulti, ma non si desta completamente finché il suo membro non affonda ripetutamente nella gola di P. Un attimo, ed M è scosso da un orgasmo quasi esplosivo, che insozza il cruscotto e il viso della sorella, divertita, raggiante. C'è un cambiamento di abitudini, notificatomi per la prima volta da K, che evidenzia simultaneamente una maggiore insicurezza ed una acuita necessità di ispezione (più volte M mi ha dato dello sbirro): una forma di feticismo che si concretizza nel fissare insistentemente la bocca dell'interlocutore, piuttosto che gli occhi. C'è quel che faccio quasi ogni sera: vagabondare, in rete, elemosinando informazioni su ognuna di queste maledette femmine. Mi avranno forse ostracizzato arrivando a comprendere, in un qualche momento d'alta ispirazione, che ero sincero, nella volontà di non arrendermi, lungo il breve corso della mia vita? Chissà. Penso alle parole di mia zia che convintamente asserisce: "Prima o poi il sistema avrà la meglio anche su di te, povero pazzo!" ma mia zia è femmina, ed ha torto marcio.
- Modificato il 31.10.11 - 9:27 pm -

Post Id:#215 non ha commenti - Lasciane uno


Avviso ai gentili lettori.

_/-----------| 28.10.11 - 10:38 pm |-----------\_

Credo che per qualche tempo mi troverete quasi esclusivamente su Le Saghe di Onan, glorioso blog di M. and company. Vi invito inoltre a sintonizzarvi spesso e volentieri su Radiocicletta; il giovedì, dalle 23 in poi, c'è OrcoTrio, una trasmissione oltraggiosa condotta da tre dementi. Su Facebook, cercando "Orcotrio", potete trovare anche le puntate vecchie, ospitate da Dropbox.

Post Id:#214 ha un totale di 1 commenti - Guardali o lasciane un altro


Stupida bionda,

_/-----------| 28.09.11 - 4:49 am |-----------\_

ho fatto a pezzi ogni cosa avesse a che fare con te, ma un segno deve pure restare. Una traccia indelebile nella memoria, dato che è la memoria che forma il giudizio. C. sostiene di voler intraprendere, da adulta, una carriera dove nessuno possa giudicare il suo operato. Facile ravvisare il desiderio di evadere gerarchie e regole. D'altro canto, come assicurare al futuro due milligrammi fondamenta solide senza la saltuaria necessità di squadrarsi con occhi carnivori? Nelle parole delle donne ho trovato troppo spesso, simultaneamente, una lacerante richiesta di vicinanza spirituale e fisica e un'altrettanto accesa domanda di distacco e margini per poter attuare quanto dettato dalle pulsioni più basse. Irragionevoli, amorali, controproducenti. Mi sono innamorato di D. in un momento turbolento, lei soffriva molto per la rottura con M.. O almeno, così la dava a vedere - alla luce delle evoluzioni successive, ho il forte sospetto fosse tutta un'iperbole, una ribollente brodaglia di simulazioni svenevoli e voluptas dolendi. Le sono stato vicino e ho pregato M. di salvare il salvabile. Siamo stati al mare, sulle montagne russe, in giro per Livorno. Dopo poco, ho voluto stringerla a me, ed è stato sorprendente non essere respinto - di nuovo, un me stesso più crudele sottolinea non la generosità dell'offerta, ma la sua leggerezza. Si sono poi intensificati messaggi, tratti di penna, descrizioni minuziose, richieste. Il laborioso guadagno dell'epiteto "amore mio" è avvenuto a ridosso della partenza di D. per uno scavo archeologico. Due settimane di picconate, al termine delle quali un annuncio risicato, quasi minimale: "non te la prendere, ma non provo per te quello che tu provi per me". Segue il fidanzamento di D. con un tizio insipido, probabilmente raccattato proprio durante lo scavo. E una buffa richiesta: "non essere immaturo, Jack". Provo una rabbia gloriosa, ma intermittente. Le dò della puttana, probabilmente le ridurrò la macchina ad un colabrodo, ma nei momenti di pausa mi pento di non aver dato retta a quella vocina, stridula e cinica, che mi avvisava: "non funzionerà mai, Jack. Non è minimamente disposta ad accettarti per come sei. Inoltre è una gran bugiarda, oltre che una stupida ripetente. Se tu volessi sacrificarti per vocazione da martire, guadagneresti unicamente un grazioso involucro vuoto, un po' di dolore ai testicoli e, probabilmente, due grosse corna." Da oggi mi fiderò ciecamente di te, attendibile stridula vocina. Spero che mi preserverai dalla solitudine, oltre che dalle bionde. (Sventuratamente, non c'è rabbia o epifania che possa istantaneamente sgretolare una passione.)
- Modificato il 28.09.11 - 4:55 am -

Post Id:#213 ha un totale di 3 commenti - Guardali o lasciane un altro


A density version of the Van Der Corput-Roth theorem for 3APs of primes

_/-----------| 22.08.11 - 5:17 pm |-----------\_

Il titolo del post è ciò di cui mi occuperò oggi. E il titolo della colonna sonora è Numbness. Un pezzo lento, graffiante, profondo. Da sesso. In questi giorni l'albero delle cerimonie si è fatto più spoglio. Riporto i miei "pensierini da quinta elementare", che almeno a quell'età sapevo scrivere, trascinato da certi sogni senza macchia e da validi maestri, di sicuro. La verità. Un pensiero diffuso è che non esista, o che sia strettamente soggettiva, come la percezione dei colori o la passione per il gelato al pistacchio. Io detesto il gelato al pistacchio, e mi sento di affermare quello che vorrei scolpito sulla mia lapide: avete tutti torto. Marcio. Siamo bestie che pensano in maniera tutto sommato lineare - d'accordo, è una generalizzazione di slancio - metto l'album dei Verve in ripetizione, ora c'è Noise Epic - SONO una bestia che pensa in maniera lineare - ci sono le cause, l'elaborazione dei fatti, delle eventuali risoluzioni e delle sicure conseguenze. L'istantanea di questo processo di massa costituisce la verità. Volatile, e dai dettagli scarsamente localizzabili. Ma una. Temo orribile, spaventosa, ripugnante, vomitevole. Non credo all'interiorizzazione, nei nervi, nel metabolismo e negli impulsi elettrici, di sovrastrutture quali nobiltà, estetica, giustizia. Si veda il capitolo "Bestie". La disgiunzione tra amore e possesso. Che colossale idiozia. Già solo per la supercosciente ambiguità del termine "avere" nella locuzione "voglio averti". E poi, secondo quali astruse procedure si dovrebbe riversare se stessi in qualcosa che NON ci appartiene? Con dei tubi molto lunghi, magari. Ma non troppo, onde incappare in problemi pressori. Al diavolo. La condivisione è solo una possibile forma. Ma del POSSESSO, non certo dell'idraulica. Il mito dell'autorealizzazione. Stabilire battaglie, progetti, destinazioni e scadenze. Solo per sè, per la propria grandezza storica. Anche questo concetto, è tanto diffuso quanto aberrante. Non si può ESSERE che attraverso gli altri. Questo me l'ha spiattellato sul grugno G. Eravamo tra i banchi di scuola e litigavamo, con fervore. Io non demordevo. Un po' per orgoglio. Moltissimo, perché era tremendamente eccitante litigare con G. In quella poco-più-che-bambina risiedeva, e credo alberghi ancora, una forza disumana, e un luccichio d'occhi abbacinante. Così è dura ammettere d'averle rubato un caposaldo. Spero che la dea Verità (di cui sopra) possa giustificare questo furto. Da soli non si esiste. Piuttosto che scalare le montagne russe, dovremmo indagare su frequenza e diffusione della solitudine. E contarci spesso, prima e dopo.

Post Id:#212 non ha commenti - Lasciane uno