This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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Ora credo

_/-----------| 04.05.10 - 9:52 pm |-----------\_

sia giunto il tempo di tornare bambino, saltare sulle molle dietro casa al mare, lasciarsi spaventare e cullare dal ruggito delle onde, quando il sole china lentamente il capo oltre l'orizzonte. Illuso d'esser stato spettatore d'ogni possibile teatro di burattini, d'ogni possibile accozzaglia di surreali personaggi. Scoprire invece, con voce stridula, lessico e pause sbagliate... di poter dire ancora "grazie".
- Modificato il 04.05.10 - 9:52 pm -

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Ha vinto il primo demone

_/-----------| 28.04.10 - 3:43 pm |-----------\_

e tutto ciò che ti ho donato senza che lo meritassi, ora la voglio indietro. Puttana. Il y a personne qui ne gagne. Smettila di passar di qui, scemo. Hai avuto quel che volevi, o no?
- Modificato il 01.05.10 - 11:45 pm -

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Stanotte

_/-----------| 19.04.10 - 3:03 am |-----------\_

sono tornato a casa in un silenzio così fitto, metonimia o sineddoche, da essere infastidito dal mio respiro irregolare, dal ciondolare dello scheletro. Un anti-climax, se tale, prelude. Sono sospeso, paziente, incredibilmente desideroso.

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Mi sento

_/-----------| 28.03.10 - 9:49 pm |-----------\_

come se mi avessero rubato l'anima. Ho dentro una battaglia incredibile tra il demone del "se non capisce quanto la ami, se non capisce quanto sei disposto a sacrificarti, se ti ha raccontato solo frottole, se preferisce farsi scopare da quel decerebrato, se se ne va beatamente al cinema con lui, negandosi al telefono perché è troppo dura sentire la tua voce - che scusa del cazzo - o sta male per ragioni insondabili e probabilmente inesistenti - forse solo per sottrarsi all'indagine di uno sguardo vigile - che in due secondi spappolerebbe quell'inconsistente gnégné voglio stare sola perché posso stare bene solo così blabla - esponendo una latrina di miseria e povertà di spirito, allora sarebbe bene che casa sua bruciasse e le venissero recise due dita e un paio di labbra, come minimo sindacale" e il demone del "Jack è un coglione schizoide con il vizio dell'esagerazione. Ama Katy dal primo momento in cui l'ha vista, tant'è che qualcun'altra ne ha subito le conseguenze; è disposto a tutto per lei, incluso amputarsi un braccio. Pensa a - ho capito e voglio essere cordiale - mi piace quando ti cresce la barba - andiamo a vivere insieme - ti amo - penso solo a te - e soffre come un cane, venendo trattato parimenti, ma ha fiducia e forza e desiderio e passione e pazienza sufficienti a schiarire il cielo con un urlo, anche ora che non dorme da troppo." Voglio trionfi il secondo. Temo molto il primo.
- Modificato il 31.03.10 - 1:15 pm -

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Ho discusso con L

_/-----------| 24.03.10 - 5:39 am |-----------\_

delle ragioni dietro un dolore incessante e a sprazzi intollerabile, come quello generato da un tumore subgengivale, o dal ricordo di tua madre che sputa sangue rappreso sulle lenzuola, mentre sei solo in casa ed attendi. Cosa? Mi ha toccato l'accusa di praticare dietrologia, spesso, così spesso da scatenare la necessità di un antiemetico. Non riuscire ad agire prima del sistematico concepimento di un'azione è gravoso, sovrastrutturale. Dovrei avanzare una tale disparata mole di scuse da sentirmi impotente. Non voglio essere assolto in quanto complicato. Non riesco a descrivere le frontiere di gioia, impegno e speranza a svelatemi dalla telefonata di stanotte. Valicano qualunque forma di gratitudine. La conclusione cui era giunta L era che mi sarei fatto del male. Ma ciò che infligge il mondo tempra a deglutire ciò che il mondo infligge, tanto che il mio amore è forzatamente più grande e fermo, più grande e fermo, inamovibile. Voglio starti vicino e toccarti, senza mai smettere di essere vero. Darti tutto. Non chiedere, non millantare. Tu sei ogni cosa, l'unica ragione.

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Probabilmente

_/-----------| 17.03.10 - 1:27 am |-----------\_

ho lasciato la carta di credito nelle macchinette della biglietteria automatica della stazione di Bologna del tardo venerdì scorso. Il diario di bordo del mio raziocinio è fermo a quell'istante, salvo sporadici exploit geometrico-numerici. Domattina incasso un prestito fine alla sopravvivenza settimanale e sporgo una denuncia di smarrimento in Questura. Riguardo alla Polizia: auguri, Zima. Tagliuzzandomi un braccio riesco persino a non fumare, chi l'avrebbe mai detto. Dall'altra parte del cielo "è un periodo", forse il reciproco della mia frequenza. Oggi non ha risposto. "Non puoi rendermi felice" - mi sono sentito dire, prima di smarrire la carta di credito. Mi mandava teneri abbracci alla vodka, concependo, in perfetta concomitanza, la mia dissoluzione e il relativo commiato. Non ho avvertito particolari tremori quando ho dato avvisaglie di voler defenestrare me stesso. Mi preoccupo per lei, mi interrogo su cosa possa desiderare, sul perché non espliciti delle richieste, tagliando corto. Cosa che mi pone molto al di sopra (in materia di trasparenza) e molto al di sotto (in materia di autoconservazione) di qualunque altra forma di vita intelligente sinora catalogata. Ora ho bisogno di pensare alle labbra di Fra che sorridono: -"Perché, che difetti hai?" e sentirmi meritevole di un paio di grammi di autenticità. [ Post Scriptum. Se non vi interesso, non leggetemi. Ma se mi leggete, esprimetevi. Il silenzio mi inasprisce. Vi vedo. ]
- Modificato il 17.03.10 - 1:30 am -

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The same day as before

_/-----------| 12.03.10 - 11:40 pm |-----------\_

Spero si averlo urlato abbastanza forte, TI AMO, ed averti convinto d'essere sincero, nel pronunciare TI VOGLIO e PER SEMPRE. Al ritorno ho trovato spente le luci della sala pc ed ho pensato fosse una tua sorpresa; questa ed altre disillusioni valgono la pena d'essere vissute. Sul treno un pacchetto lacerato di gomme ricordava una minuscola tartaruga d'argento: lottava contro onde d'erba, rigurgiti d'asfalto, allucinazioni da veglia troppo prolungata. Se devo combattere per averti, se devo star male, combattero' e staro' male, non mi importa delle etichette di forza o debolezza, questa e' la mia vita, e la mia vita sei tu, e' la tua felicita'. Il corvo e la scrivania hanno in comune l'essere istoriati di penne. Non dimenticare, non dimenticare, non dimenticare. TI AMO, Katy.

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Dimenticavo

_/-----------| 11.03.10 - 5:10 pm |-----------\_

di dire che ti amo, che non c'è nulla di insincero nei miei abbracci, e che apprezzerei molto la condivisione di un traguardo comune... Tant'è che mi troverai a casa tua, o sulla panchina davanti casa tua, tra non molto.
- Modificato il 12.03.10 - 1:32 am -

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White in my eyes

_/-----------| 08.03.10 - 10:54 am |-----------\_

Il sogno di questa notte riguarda un viaggio. Negli altipiani della Mongolia, ma ancor più ampli, e verdi. Mi interrogo su come e quando pagherò. Siamo in molti, vi sono diversi alberghi sghangherati disposti a rettangolo. Scandone mi invita a fare quattro passi all'alba, prima di essere affaccendati con il resto della comitiva, ed accetto di buon grado. Transitiamo su una stradina polverosa, ai lati piccole costruzioni bianche. "Sono una popolazione somaticamente interessante. Vedi, le donne sono più alte degli uomini, hanno tratti più fieri e marcati. Ve ne sono alcune molto belle." Nei pressi di una costruzione, una donna lava il bucato. Ha ragione, è molto alta, con qualcosa di rapace nello sguardo, nel profilo degli zigomi, delle sopracciglia. Passeggiamo a lungo, senza parlare troppo, fino a giungere in un punto amplissimo e sabbioso: sullo sfondo, il mare. "Ma come è possibile? Il mare?" - un freddo atroce mi rattrappisce le ossa, ma non placa lo stupore - "E' bizzarro, vero? E' la vicinanza dell'artico. Una mole inimmaginabile di acqua, il livello si innalza di quasi quattro chilometri e ci espone questo spettacolo. Riesci a pensare quanto sia inarrivabile il fondale? Immergermi in queste acque è il sogno di una vita, ma di quelli che uccidono." Mi sveglio di soprassalto, nella mia stanza in Abruzzo, per un rumore sommesso. Per un istante si accende una luce, una figura sgattaiola nella mia stanza e subito ne fugge. Mi pare di riconoscere Claudia, fremo di impazienza ma fingo di continuare a dormire, non voglio rovinarle la sorpresa, è splendido sia qui. Ma di lei più nessuna traccia. Riconosco distintamente la voce di Simone, invita un suo amico a dormire in camera mia; detesto questo rumoroso sconosciuto, vuole persino aprire la finestra, mentre avverto ancora il freddo dell'artico, la desolazione degli altipiani mongoli e di una sorpresa mancata. Infine mi sveglio davvero, con una morsa tremenda allo stomaco e la ferma intenzione di testimoniare la mia alienazione. Non mi era mai capitato prima d'ora di sognar di dormire. Torna da me, ti prego.

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Dashed line

_/-----------| 06.03.10 - 11:37 am |-----------\_

Today I recall il percorso più breve, l'abbiamo appreso, per il cinema Lanteri, non era difficile, so hard is - to make you believe - no, there is no man, no moon, just a rush, anger, cage. Non capisco a cosa appellarmi, da chi altri farmi smantellare, l'ho letto nel Libro e so - che ho un disperato bisogno - così la necessità altrui di solitudine e silenzio ingratitudine spietata rivalsa - feel the discomfort of it - e non mi interessa, ora sono solo il Bisogno, se vuoi ignora la mia testimonianza e tagliami le gambe, my blood will speak for me. Una volta nuova mostrerò a voi e al Libro che posso affondare il piede più in là di quanto pensiate.

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