This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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Eera

_/-----------| 27.02.10 - 7:17 am |-----------\_

Sono le ore 6.45, oggi ho visto il sole sorgere sulle strade deserte di Pisa, spettacolo angosciante ed impagabile, specie quando non piove. Sono qui e scrivo, non ho battuto occhio, mi sono rifornito di droga. Dovevo prendere un treno, lo volevo, ma ero solo. Ho detto addio, ma quello no, non lo volevo. Era solo per accelerare il processo, porre sotto gli occhi di un dio che non esiste una ridicola prova di forza, confessare all'onniassente di aver temuto, e forse compreso, la fine. Così sono solo ed aspetto una carezza dall'altro lato del mondo, continuando a credere nel "per sempre", assetandomi di perché, vivendo di sogni tramortiti e inneggiando alla bellezza, dove la vedo. Una volta avevo segreti, ma la memoria è labile, ciò che ne deriva ingestibile, così adesso non ne ho più, a chi mi interroga replico, replico che sì, sono sgradevole, ma non troppo oltre l'evidenza. Desidero, convulsamente, istericamente, con palese esito negativo, Tutto. O qualcosa come un mondo che non si sia inaridito al pari del mio invecchiare, e si commuova ancora al ricordo di una piccola spiaggia riparata dall'ombra dei pini, di una sorpresa notturna, di un bacio sotto la pioggia. Se l'autenticità non è un valore non so cos'altro offrire. Forse finirò dietro una teca di vetro come cimelio di giovinezza bruciata, accanto ad alcuni dischi rock anni '70 e all'opera omnia di qualche geniale scrittore sudamericano, tutti consunti da uno sforzo non ripagato. Ora vorrei queste sei-e-quarantacinque né come il termine né come il principio di un'era, libere da nodi o inesplicabili rifiuti. J'éspère.

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Dovevo appuntare

_/-----------| 24.01.10 - 2:25 am |-----------\_

il locale bianco, e verde, in centro, ALL'ANGOLO, ho bevuto qualcosa. Poi riflessività, dispiegamento, litanie blasmefe. Mi sento solo, cerco qualcosa di travolgente, non solo, conseguentemente affamato. Ho prestato grande attenzione alle ragazze che si baciavano sul divano.

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La Neve

_/-----------| 19.12.09 - 11:21 am |-----------\_

mi ricorda di quando avevo nove o dieci anni e tornai a casa - qui sopraggiunge una ripetizione inevitabile, addirittura doppia se connessa alle mie precedenti storie sul colore bianco - è così che insegna la grammatica antica, ha gli occhi di colore nero, marrone è sempre al singolare, al plurale è castagne, di per sé vuole un accento, acuto, con se stesso non necessariamente - la strada e il giardinetto davanti al supermercato erano coperti, sopiti - presi per mano la mia vicina di casa e, infagottati, tornammo. O del pupazzo nel parcheggio del mercato coperto, c'era anche Tania; o di quando io e Zima provavamo a pattinare senza pattini, uno dei molti esperimenti - idiozie - che ci legarono per lungo tempo. Pensare che nell'Abruzzo che abito io - ad uso transitivo borderline - non nevica così spesso. Certo la memoria non è così utile, se uno si ostina a fumare con i guanti - o meglio, fumare senza toglierli - e finisce per bruciarli, come stamane.

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Pensavo

_/-----------| 14.11.09 - 3:23 am |-----------\_

alla rima reason-prison condita da sufficiente rumore, come all'approvazione storica via Kramnik-Shirov d'annata di 1.c4 e5 2.g3 f5!? e al fatto che la mancanza di supporti rigidi mi priverà per un po' della mia musica romantic-pagan-underground, cui mi ero affezionato come al derelitto di un galeone in secca, quadrati vastamente pianeggianti dalle vibrazioni udibili solo in specifiche condizioni climatiche, d'umore e di trasporto - è bello perché sapevo che avresti detto sì e basta - giacigli improvvisati, termiti e lunghi baci alle sirene hanno rivestito un ruolo tutt'altro che marginale nell'acquisizione e la rielaborazione dei ricordi. Pensavo a quel ristorante fast-food della cui esistenza sono incerto, architettonicamente e cromaticamente molto ben congegnato: civile, alto, ampie vetrate alle pareti. Vi ho pranzato in sogno con Erica ed ero molto coinvolto, sia da Erica che dal discorso che dall'incarico o missione, poetica tanto quanto periferica. Alcune immagini prendono forma in notti anonime e da colori troppo accesi si assestano sul bordo della tavolozza in una condizione di torpore mai definitiva: una muta di cani bianchi dinnanzi a due bassi muretti laccati di bianco, tra i muretti lustri ciottoli bianchi che conducono in una spiagga ancor più algida, appena lambita da un mare quasi immobile, solcato dai riflessi accecanti di nuvole sottili - e bianche. Un nitore velenoso e ammorbante, sospeso in un totale e funereo silenzio. Mi ero ripromesso di non parlarne mai. Invece traggo dalla tasca due intimi spiccioli di un conio antichissimo, con la richiesta, sempre la medesima - qualcosa di vero.

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La semantica del sì e del no

_/-----------| 01.11.09 - 3:59 am |-----------\_

Soffermiamoci dapprima sulle valenze, semplificandole nella dicotomia costruttiva/distruttiva: Sì costruttivo - evidenzia interesse nella comunicazione, desiderio che questa si protragga, si approfondisca, conduca in nuovi porti. In alternativa, stabilisce la totale assenza di dubbi, la solidità di quanto dibattuto - è ferreo. Sì distruttivo - taglia corto per evitare l'inasprimento di un conflitto o eventuali complicazioni, è segno di accondiscendenza solo superficiale, ha un valore ironico o sarcastico - è un cavallo vecchio, stupido e bendato. No distruttivo - taglia i ponti di un passaggio logico fallace, è segno di un'opposizione forte a qualcosa di sgradito o mendace, si prefigura come naturale precursore di un discorso costruttivo o correttivo, evidenziando lacune nella solidità di quanto proposto - è il fendente di una spada. No costruttivo - è la catalisi di una paura, di un dubbio, di un tentennamento. In alternativa, è una versione sbiadita (ad arte, o in assenza di dolo) di un No distruttivo, una reazione di forza inferiore a quella dell'azione - è il patteggiamento di una pena. Analizziamo ora alcuni varianti semantiche di un discorso diretto con molteplici interrogativi, anch'essi indiretti: " Posso renderti partecipe della mia vita, sebbene questa non abbia alcunché di brillante, fuor dall'appartenere ad un essere senziente. Posso farlo e posso cambiare, se il mio agire e il mio mutare sono il seme di un miglioramento, di una distensione, o di una nuova battaglia. Posso annettere nuove delibere alla mia morale, una legge sul rispetto, e un fiorir di commi sul rispetto della morale. Far tutto ciò in silenzio, senza proporre emendamenti, credendo ciecamente nella virtù di ogni tua richiesta, nell'insindacabile illecità delle richieste mie e nell'insensatezza degli ultimatum. Poi fuggire in preda al panico e al disgusto, macchiandomi di un reato minore dinnanzi ad aberrazioni maggiori. [...] " [continua]
- Modificato il 01.11.09 - 4:00 am -

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Pessimo

_/-----------| 19.09.09 - 5:09 am |-----------\_

Non si dovrebbe giocare a scacchi con la testa altrove. E' una sfida che richiede intuizione, fantasia, capacità di calcolo; sia I che F che CC vengono grandiosamente impoverite da qualcuno che ti scuote per un braccio, o chessò io. Due linee da indagare: Est-Indiana d4 Nf6 c4 g6 Nf3 Bg7 Nc3 d6 e4 O-O h3N, con l'idea di contrapporre g4 alla minaccia di f5 e proseguire con Ae3,Ae2,O-O-O e quanto serve per impiantare una simil-Slava-Shabalov; Semi-Slava "Alternative Botvinnik" d4 d5 c4 c6 Nf3 Nf6 Nc3 e6 Bg5 h6 Bh4 g5 Bg3 dxc4 e4 b5 e il setup ideale del Nero prevede Bb7, Nd7 e Nd5, forse Qa5 e forse Bg7, con lieve superiorità materiale ma grande caos: la manovra Nfd2 del Bianco ha esiti incerti, il lato di Re Nero è globalmente debole, il pedone B Nero spesso arriva in prima traversa. Invece mi trovo a giocare una Tarrasch dove eseguo cxd5 e g3 Bg2 come da libro, senza riuscire a cavare più nulla, arrivando anzi in un finale patto per miracolo; successivamente perdo con il Nero giocando la Robatsch con a6 e doppio fianchetto: quando la colonna C si schiude ho l'impressione di prendere un pezzo inchiodato sulla Ra1, ma un'infilata diagonale di Donna prende Torre, Pedone e posizione. S'ì fossi foco. Deficitario sotto diversi punti di vista, vorrei solo riprendesse il tran-tran delle lezioni, con ritmi ben scanditi e prevedibili (ma sempre gradite) occasioni di sorriso. Si affollano logica, topologia, geometria differenziale, supplementi di analisi, algebra computazionale, laboratori, giochi da rompere, gente che mi manda al diavolo alla prima occhiata, mal di denti cronico, scarso appetito, abbondanti droghe e nessun futuro. Non desidero morire, però certamente preferirei non esistere, o quantomeno non essere intercettato da aspettative altrui - gentilezza riconoscenza empatia onore rispetto patria dio bambini bontà Natale e feste comandate. Ho l'impressione che quand'ero più giovane ci fossero possibilità di attuare un Diverso, a suo modo etico, modus relationandi. Ma al momento non registro nulla di Diverso, è un'allucinazione al secondo stadio, come credere di sognar di volare (necessari un flipper, della moquette, dei genitori oppressivi e/o una malsana iper-competitività). Oppure siamo a corto di materie prime, e a provvigioni giunte non ci sarà da accontentarsi, fingere o giustificare; potremo dare un calcio al ciarpame tedioso e sporco e continuare indisturbati l'edilizia onirica. J'éspère, e, incidentalmente, j'accuse. M/N è la probabilità che, una volta invischiati in una permutazione di N elementi, ci si trovi in un ciclo lungo M o meno.
- Modificato il 19.09.09 - 5:11 am -

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I'm baaaack!

_/-----------| 13.07.09 - 4:55 am |-----------\_

Never say there were many options niente sevizie, ma stillicidi rinchiusi acclamati nel bel castello le cui mura grondano nero bollente il dovere è oppio, dovrò amputare, reinnestare inspirare ruggine, collezionare immagini di sole nell'orto degli ulivi ora che posseggo gli affilati strumenti del demonio, inutilizzabili su questi barbari, che tendono legna corda e chiodi su distese di oceani in tumulto privi di ossa che si assottiglino, giorno per giorno... Riccardo l'inetto corone d'alloro sussiegoso nell'angolo, cadaveri sul banco, tentativi disperati già arsi fino all'anima. Noli, obsecro, istum disturbare. La nobiltà frantuma e coagula in un segno appena percettibile. A cavallo del secolo del grandi conquiste altrui, lo vedremo scampare al rogo da egli stesso appiccato sulle melodie di un'aggraziata voce femminile e lo scalpitio di un destriero nero fuliggine.

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Upon This Tidal Wave Of Young Blood

_/-----------| 06.11.08 - 7:14 pm |-----------\_

Mi trovo a Pisa. Seguo lezioni di geometria differenziale, analisi funzionale, probabilità. Scrivo di didattica, o di geometria euclidea, non lo so. Se siete curiosi. Ho problemi con un dente, sono spesso malaticcio. Assumo smodate quantità di caffeina, passo molto tempo in aula studenti, fumo di continuo. Prego che le proteste conducano a qualcosa di tangibile, se non proprio soddisfacente. Sono scettico. Ale e Vins partono stasera per l'Inghilterra. Vanno a trovare Diego, Gabriella e Sara. Non avendo ancora concordate scadenze accademiche, io resto qui. Non sono neppure andato alla laurea di Gisella, se per questo. Se sembra che vada tutto a rotoli, non sembra troppo peggio del solito. Bravo chi si risolleva. Vorrei apportare un contributo, ripristinare una vita meno silenziosa. Ma a chi importa? Se volete appunti di analisi, chiedetemeli. Se volete criticare il mio lavoro, criticatelo. Se volete manifestare apertamente un desiderio, manifestatelo. Se volete raccontarmi la vostra vita, dove andate a bere la sera, in che misura detestate chi vi ha procreato, quanta maliconia vi ispira la pioggia, la lista dei rimorsi, le fallite occasioni per ricominciare da zero... Tanto so già non lo farete. Cancellate pure l'ultimo "vorrei".

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Ognuno danza con il suo demone?

_/-----------| 18.08.08 - 12:10 am |-----------\_

E c'è una parte della mia città Che assomiglia a te Quella dei bar con fuori i tavolini E del silenzio di certi giardini E c'è una parte della luna Che assomiglia a te Quella dove si specchia il sole Che ispira musica e parole Baciami baciami baciami Mangiami mangiami mangiami Lasciami lasciami lasciami Prendimi prendimi prendimi Scusami scusami scusami Usami usami usami Credimi Salvami Sentimi Non ci tornavo da tanto. Desidero riprendere tutto. L'inarrestabile setup del bianco consiste in Cf3 c4 Cc3 e3 Tg1! g4 g5 h4 b3 Ab2 Dc2 OOO Ch2 La figura sottile e nera si stagliava sui gradini e davanti al bancomat, in una luce giallastra o verdognola, implacabilmente muta. Quegli occhi brucianti come voragini, assetati, noncuranti. Dove sei? Ora sono pronto, solo ora. Voltati e trascinami via!

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Sette anni fa

_/-----------| 04.08.08 - 3:28 pm |-----------\_

[Diecigiugnoduemilauno,oretredicietrenta] Quanto vorrei che ti accorgessi che hai davvero bisogno di me. - Io avevo davvero bisogno di te. Ma sei crollata ad un impatto minimo. - Mi hai lasciato insoddisfatto. Molto insoddisfatto. Amicizia, che bella parola è il manto che copre le cose più turpi. - Trovarlo un amico così... sarebbe prezioso. A farmi sentire in colpa per qualcosa che non ho fatto. - Quale colpa peggiore dell'inazione? Tu dici "Ti Amo" troppo facilmente! - Su questo forse hai ragione, ma mi sto ravvedendo. E' questo ciò di cui hai bisogno: essere trattato a pesci in faccia. - Sarò un pizzico masochista, ma complessivamente è una boutade gratuita! Sai che cos'è l'amore? Cosa vuol dire amare? Sei capace di amare? - E tu? Ti ho detto che se un giorno avessi sostenuto di amarti sarei stata sulla strada giusta per sposarti. Era un'iperbole per lasciarti capire che avrei fatto qualsiasi cosa per te, che avrei vissuto di te. - Belle parole, ma di questo scorcio di paradiso, - non ho assaggiato neppure le briciole. Vergognati per come mi hai trattata. - Naa. Quando sono eccessivo lo sono con premeditazione. - E poi, non ho rotto nemmeno un piatto. Rileggo la tua lettera, è stupenda, non posso non piangere! - (qui il freddo Jack vacilla) Si dice che il primo amore non si scorda mai ma il mio è un caso patologico! - (mentre qui sorride) Vorrei risposte, e le vorrei da te. Perché, perché, perché? - Perché non mi piace prender sempre l'iniziativa, diamine! - (Jack fatto di carne) [ora dovremmo essere abbastanza grandi per farci quattro risate davanti a dell'alcool. O andare a Milano per chiuderci in una camera d'albergo. Mi dispiace tanto. Dammi istruzioni su come farmi perdonare, ti prego. E prendi questo bacio.]

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