This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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Max

_/-----------| 01.08.08 - 5:59 pm |-----------\_

E ammesso che la milonga fosse una canzone, io l'ho svegliata e guidata a un ritmo più lento. Così la milonga rivelava di sè molto, molto più di quanto apparisse. (Paolo Conte) Quel che mi rode è evidente. Si può essere attaccati alla terra, ma in fin dei conti è la riappropriazione di un primato che motiva. Massa informe di eletti a nulla, frasi di circostanza e nessun gesto. Teatro nella negazione del teatro. Mi si stringe il cuore. Preferivo quasi scappare a raccogliere pezzi di mare, da regalare a chi mi stesse attendendo. Non voglio far parte. Voglio una carezza. Voglio una domanda. La lucidità non semplifica, Max. (Paolo Conte)

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Lostlessness

_/-----------| 20.07.08 - 5:33 am |-----------\_

Nonostante fosse chiaro ormai a tutti, Giuliana restava inebetita dal nesso. Fosse chiaro a tutti, o tutti sostenessero fosse chiaro. Chiaro. Come il sole. Come i riflessi del neon sulla strada, dall'appartamento al quarto piano, ne intravedi i contorni squadrati appena svoltato l'angolo, appena imboccato il vicolo. Da distanze appena maggiori è una macchia violacea in una cornice d'ombra, non c'è un impiegato zelante e smanicato tra quattro mobili angusti, nemmeno la serenità d'un terrazzo che dici potrà uscire, potrà urlare la sua furia d'impiegato, i vicini telefoneranno ai vigili per dar modo alla follia di manifestarsi in divisa, tra le reazioni contrastate di chi porta a spasso il cane e chi cerca una birra a poco prezzo. Solo una macchia del colore opposto a quello che ti aspetti, un riflesso, d'appartenenza ad una architettura più grande e sregolata. Le piacevano le stranezze, sono un pilastro portante del mio modo d'essere Giuliana. Non ha un gran valore saper tornare al punto di partenza. Potrà essere una meta per quelli col cane, diceva. C'era da passare davanti ai negozi, martedì sera, dopo la chiusura, per provare a estorcere qualche scatolone. C'era da litigare, e furiosamente, col vicino di stanza e col tecnico. Assicurarsi di poter mangiare, e non essere arrestati per vilipendio del focolare. COSA CI RICORDA UN LUPO ALLA PORTA? A volte mi convinco, altre mi illudo, che potrei vivere facendo a meno. Ti adoravo, nulla di te poteva essere previsto. Giocai a distruggerti, forse ebbi successo. Parte di me venne dispersa in mare, l'eco truce dei gabbiani serrò bocca e denti, vidi il fondale avvicinarsi, il buio ingigantirsi. Non conobbi più gesti né simboli, fui la pietra che mi reputavate. Ma a poco a poco tornai avido di racconti, e scosso da farse e tragedie riaffiorai, cercandoti. Giocavi una partita con il tuo indiscutibile, superbo amore. Tanto sicura di essere vicina alla vittoria, che ogni affondo sgretolava un blocco del molo sotto i tuoi piedi nudi. In due bracciate stavi già annaspando, alla ricerca disperata di una boa, agghiacciata dalla trappola del cielo nel mare, la sconfitta, la verità. Il silenzio della schiuma che si infrange di domande. Ero lì pronto a sbranarti, poi nuovamente a salvarti. Io non conosco riposo. Sebbene non sappia quanto abbia senso affilare il coltello, al nobile scopo di essere senza macchia, se a tale cristallino vaglio nessuno sopravvive. Certi detestano che si stravolga così una frase, una vita, unicamente per sottolinearne la ragione. D'altro canto, è facile rinvenire del ridicolo o persino del patologico nei vostri tentativi di aggirare la questione. Il perché, per l'esattezza. LA MIA FEDE E' CHE MERITINO I GIUSTI, E COLORO CHE SOPRAVVIVONO AI GIUSTI. Giuliana attraversava di corsa il ponte, diretta alla stazione. Palesemente accaldata, chiedendosi avrò troppo addosso, o troppo poco, che importa, non voglio renderne conto. All'angolo delimitato dai portici, uno spettacolo mille altre volte in scena. UN PAZZO. UNO DEI TANTI. Nel modello positivista è previsto che voi ricopriate il ruolo dei cani e la professoressa De Fanis ricalchi le orme di Pavlov, mentre io, attuale anima del dissenso, sia un soggetto da reprimere, con metodi arbitrari, derivati dal sadismo connotato nell'unica verità, nell'unica fede, nell'unico dio. Nel modello costruttivista, sorto come sistematizzazione secondo dinamiche socio-psicologiche di un approccio che nessuno si scandalizza ad etichettare come socratico o maieutico, si ha un relazionarsi molto più "à la page", e un'accettazione serena del relativismo del messaggio trasmesso. Quest'appagante struttura, tuttavia, trascina con sé l'ombra di un impegno spossante e della necessaria costruzione di un diffuso consenso che, una volta destituiti gli antichi pilastri, non è ben chiaro dove seminare; posto anche che sia semplice riconoscere un'autorità, tribuirle fiducia si configura indiscutibilmente come un problema di livello superiore. IL PIU' DELLE VOLTE E' UN FRAINTESO. Non vorrei mai che crescere significhi non sapersi più perdere. Mi oriento bene col principio dei quattro angoli retti, o il seguire la parete. Ma sono così tentato dal tornare su altri passi. Questi orizzonti si inerpicano per metri e metri. Ogni metro percorso da me, un metro d'orizzonte in più, a parete verticale, senza appigli, senza riposo, senza affetto, senza la possibilità di mollare gli ormeggi, una gara ai sette piani di scale, al trasloco in un giorno. Cosa sto facendo. Dovrei essere da Giuliana. Invece sono inchiodato qui a rammentare umiliazioni. Come quando da piccolo dovetti parlare con dei ragazzi di chiesa, e fui preso dalla ferocia demolitiva del nuotatore che ha sbagliato una virata, del battito d'ali in rotta con la calda corrente, delle preghiere inesaudite. Lo scopo era quello di sollevarli dalle mansioni faticose, non certo sostituirli; invece fu imbarazzo, e nessun riscatto. Mi promisi una vendetta incentrata unicamente sul ricordo, eterno. Indissolubile. Sarò peggio dell'inferno che vi siete costruiti. Potrete insegnarmi come sia possibile perdersi in due gocce, non guardare dove conduce un breve rettilineo, aggregarsi per condividere la paura, non pensare e gioire del non-pensiero. Alché vi sterminerò. CHI NON SIA GIUDICE, SIA GUARDIANO. Anch'io voglio perdermi. Amare e perdermi. Michele io preferisco la schiettezza alla cortesia. La schiettezza alla cortesia. La brutalità! EGO TE ABSOLVO. Brava Giuliana. Certo, a volte mi sbaglio, a volte mi imbatto in solenni cantonate. Come quando credevo si trattasse di questioni ferroviarie, e i soggetti invece erano ben altri. Che ridere. A volte è un gioco di scatole cinesi, dove sembra che il senso si rovesci ogni qual volta un bambino si sbarazza di un involucro, più adulto, più maturo. E meno bambino. Non sai mai chi hai davanti. Ti dicono d'ogni concezione larvale che verrà riallacciata, presto, presto capirai il perché. E invece ti trovi a lavorare sulle ombre, indagare sull'incastro di pezzi minuscoli, nessuno nel frattempo se n'è curato, le lancette si susseguono e l'aspetto avvizzisce. Sono qui sotto un portico, sto invecchiando, sarei dovuto essere da te molto tempo fa. Mi perdoni? SI DELINEA UNA ROTTA RASENTE LE COLONNE D'ERCOLE. Certo che ti perdono. Però non puoi sparire così, ti immaginavo già chissà dove. Ogni volta mi getti nel panico, è spossante. APPRODO. Intrapersonale pensare al pensiero, ed altre iterazioni analoghe. Raggiunta la padroneggiata soglia, pretendere, sì, pretendere, di potersi sporgere oltre senza dar nell'occhio. Ma mi basta un sobbalzo, un'esitazione, la singola contrazione di una pupilla, il tremolio del mento. Ne ho perfetta coscienza, tanto da sentire il desiderio di sputare tutto in faccia ai miei interlocutori - ma a costo di un martirio e di una mostruosità che non sono disposto a pagare. Assistere alle manifestazioni di un amore così sconfinato dev'essere ripugnante, un trauma irreversibile. CHIOSA. IRREVÉRSIBLE era anche il titolo di un romanzo erotico. Francamente orrendo. Ora ondiamo.
- Modificato il 20.07.08 - 5:35 pm -

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Appuntamento con la sorte

_/-----------| 06.07.08 - 2:41 am |-----------\_

Presso la facoltà di Ingegneria di Siena il 7 luglio 2008, alle ore 15.30 parlerò di spicciole amenità algebriche all'intero severo pubblico presente. Sono terrorizzato. La Springer mi vieta di pubblicare alcunché, se siete dunque curiosi chiedete, o venite. Durante il coffee break vi dimostro la terza identità di Ramanujan sulle partizioni. Oremus omnes. Ragguagli a presto.

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Grandi verità

_/-----------| 28.06.08 - 5:49 am |-----------\_

Ricordo di Lorenzo che mi qualificava come "uomo morale" e Raffaele come "lecita affermazione del libero arbitrio", e tutto ciò mi lusinga, pur non attestando la verità nuda e cruda. Che invece consiste in penne alla puttanesca, pollo con porcini e peperoni, pepsi pepe e pesca, bizzarrie moderate quotidiane indignazioni. Che scrivo ad Andrea ed ho accarezzato la schiena di Vale. Non provo pulsioni a celare alcunchè. Ho bevuto un po', festeggiato, girovagato, chiacchierato con un buon amico, visto spuntare il sole. Ciò che piace in quanto giusto non può e non deve causare omissioni. Tutto sommato, mi paiono i prodromi di un'ottima giornata. Grazie di tutto, a tutti. Auguri, e a presto.

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From the dust ad astra

_/-----------| 20.05.08 - 4:19 am |-----------\_

Temo sia il tempo di modifiche, rettifiche. Punto e a capo, getta la macchina da scrivere fuori dalla finestra (per l'esattezza da un balconcino su un nuovo cortile interno in via Fermi 17) e dà fuoco al palazzo, soffiando successivamente sulle ceneri, non pago. Ritrovo continuamente pezzi della mia vita in questi giorni. Mi stupisco di quanta forza potessero sprigionare quelle parole, e mi batto il petto in preda alle aberranti visioni di realtà di un imbecille urlante, tutto fumo, che quelle parole poteva immaginarle ma la riserva sarebbe presto colata a secco, senza riscontri concreti dai quali attingere. Doppiamente riprovevole il trovarsi a condurre un azzardo e gettare al vento una mano vincente. Ho imposto un tutto o nulla, disgustoso sia nella concezione che nell'attuazione. Perlomeno chi mi riteneva incapace di gesti radicali dovrà ricredersi. Ma chiarezza no, non ne posseggo neppure una briciola. Mi trovo a meditare su cosa scardinare per sempre e cosa disseppellire. Quel desiderio lancinante di costruire dal nulla un paradigma unico. Avere uno scopo, per quanto contorto e osteggiabile. Poter assaporare sorprese gradite. Anticonvenzionalità. Antiteoria. Poter vivere i miei sogni con le persone che li popolano. Bellezza, comprensione, libertà, rispetto. Urlare "TI AMO" sfracellandomi in bici tra le colline, privo di inutili consapevolezze, ridendo di gusto a situazioni solo immaginate, dando il meglio od il peggio, sempre. Piuttosto che Icaro ingenuo a scalare la vetta fin su la cima e da lì dritto fino alla solitudine più tetra; piuttosto che non avere un'anima che ti chieda come stai cosa hai combinato e perché - per ritrosia paura e indifferenza - o peggio ti suggerisca con estrema diplomazia di attendere e chiarirti le idee - quando le hai così chiare che l'attesa ti ha reso vecchio - potresti quasi aprire quel famoso bar, e startene tutto il giorno a giocare a carte. Non voglio passare i prossimi mesi a sforzarmi di essere sgradevole, a macerarmi lo stomaco solo per suscitare una blanda reazione od un ghigno. Io voglio vivere. Vecchi amici ed amiche che mi avete rivolto un pensiero, fosse anche ostile, sappiate che mi mancate. Mi mancate tutti, e tremendamente.

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Need a Holiday, Now

_/-----------| 19.02.08 - 2:54 am |-----------\_


- Modificato il 19.02.08 - 2:55 am -

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DidaStudying
Un Sondaggio

_/-----------| 21.10.07 - 3:36 am |-----------\_

Mi sono messo a studiare didattica della matematica: mi piace, molto, anche per via delle riconosciute soggettività in ballo, che tramite il buonsenso si cerca di rendere gestibili, ma senza manie ossessive di catalogazione e razionalizzazione, così tristemente incombenti in molti altri settori. Si discute di mettere a frutto gli errori, e far dei punti di debolezza punti di forza, in un'ottica dinamica, costruttiva. Il bel libro della Borasi è zeppo di esempi e situazioni prototipiche, fa buona luce sul rapporto tra creatività e problem solving matematico. Mi piacerebbe ripetere (in piccolo) uno dei tanti esperimenti descritti; per questo vi chiedo di FORNIRE UNA DEFINIZIONE DI "CIRCONFERENZA" Sono chiaramente possibili moltissime risposte corrette, moltissime risposte scorrette e moltissime approssimazioni dell'una o dell'altra cosa. Ma più della correttezza formale delle risposte mi interessa il TIPO di approccio evidenziato dal buon senso (geometrico, algebrico, differenziale). Per mettervi a vostro agio, fornisco per primo una risposta: Insieme delle immagini di un punto secondo riflessioni rispetto a rette coplanari appartenenti ad un fascio. (un po' barocca, sì, ma lo è con criterio, vi assicuro) Ed ora, a voi. Spero aderirete in molti, e si possano presto commentare i risultati.

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Nuntio vobis gaudium magnum:
110 cum laude!

_/-----------| 28.09.07 - 5:34 pm |-----------\_

Tesina in PDF Slides in PDF


- Modificato il 28.09.07 - 5:36 pm -

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Laureando
Nonché Captchando

_/-----------| 23.09.07 - 10:59 pm |-----------\_

Viene in mente una certa canzone di Battisti, reee-spi-rando... Pochi giorni al grande evento: affanno, ansia, terrore, stanchezza. Speriamo almeno arrivi un portatile nuovo a rimpiazzare l'ormai scalcagnato Anacreonte, è qui accanto in deframmentazione, sarebbe un miracolo se Speed Disk terminasse di girare prima di domani. Al termine delle procedure Alessandra partirà per la Germania, così mi trovo nell'insolita condizione di augurarmi che questo strazio di formule, slide e burocrazia si protragga più a lungo possibile. Non sono pronto a niente, aiuto, ho già freddo. Per i curiosi: 27 settembre, ore 11, sala seminari UniPisa, discussione. 29 settembre, sala colazione Collegio SNS Carducci, festicciola. Nota bene: stanco di combattere lo SPAM a mano, ho introdotto i Captcha. C'è qualche problema legato al fatto che un eventuale errore di battitura del Captcha porta alla cancellazione di quanto scritto in precedenza; vedrò di trovare una soluzione efficiente (ripassando i parametri, oppure utilizzando Javascript). Prossimamente, Smilies!
- Modificato il 02.10.07 - 10:50 pm -

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Gabbiani

_/-----------| 31.08.07 - 7:20 pm |-----------\_

Tema: mostrare che una curva a curvatura costante sulla superficie di una sfera e' necessariamente un arco di circonferenza. Svolgimento: chiamiamo "gabbiano" un oggetto formato da due asticciole incernierate di pari lunghezza ("ali") a formare un angolo fisso tra loro. Due gabbiani si concatenano condividendo un'ala. Disposto il primo gabbiano in modo tale che abbia le estremita' (i giunti) sulla superificie sferica, esistono solo due modi per concatenare il secondo gabbiano: dette A,B,C le estremita' del primo, PI il piano determinato da A,B,C, e Gamma la circonferenza determinata dall'intersezione di PI con la sfera originaria, o il secondo gabbiano (estremita' B,C,D') giace su Gamma oppure D'' e' il simmetrico di D' rispetto al piano che contiene il centro della sfera ed i punti B e C: nell'ultimo caso, tuttavia, il centro locale di curvatura passa da una parte all'altra nel piano contenente A,D e il punto medio di BC, ma cio' e' assurdo, da cui la tesi.

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