This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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_/-----------| 06.05.05 - 5:24 pm |-----------\_

Per questo ed altro il nostro dio ha una sentenza che in buona fede trascende dal dolore e ascende al cielo come al cielo si rivolge il nostro canto appassionato di sconfitta


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Need Some Help
Le stelle e i laterizi
La Regina di Cuori

_/-----------| 04.05.05 - 1:09 pm |-----------\_

Basta.

-> Con il raggiungimento del Nirvana cessa il ciclo della Reincarnazione. <- Sono stato sulla spiaggia (semibarricata per i lavori alle spalle, pare si tratti di rosoni ed altri artifici ornamentali, da calpestare) steso pancia-a-terra ho avvertito un lieve formicolio alle spalle (quello che solitamente è avvisaglia di scottatura o insolazione) -> Benchè le mie origini siano umili non nutro grande brama di oggetti <- abbiamo pianto l'uno addosso all'altra come due imbecilli alla ragguardevole distanza di venti metri dalla più vicina Grande Istituzione mi hai chiesto "Perché non riesci ad essere sincero?" e giusto per non stare a spolverare i vecchi scheletri ho risposto "Sto diventando vecchio". Poi mi hai chiesto altro tempo. Con una sottile ironia che sul momento, come prevedibile, non ho colto. "Come l'affrontasti allora?" - "Allora ero piccolo." Ma anche allora sognavo luoghi deserti, appiattiti all'immagine e alla luce, taglienti. Una vetrina di un negozio di abbigliamento, mesta. Non tornerò dal Santo perché provo vergogna. Agli officianti negherò persino il saluto. Vorrei però recuperare almeno i sommi capi di quello spirito d'indagine che esplodeva da una postura, da un'odore, dalla paura d'essere incaricati - e per questo, ingravati. Quel surreale pasticciato, così mio (non riferitemi mai più d'aver sepolto un individuo trascurabile, ve ne prego) - per cui forse valeva la pena girare a-naso-in-su, e che rendeva degno di nota uno sguardo diretto, nonchè oltremodo prolungato. Ora solo a momenti saprei spiegare ciò che desidero. Oltre ciò che mi attrae, che mi ripugna o mi ferisce. Quando un bambino muore, un uomo inizia una ricerca. Tutt'attorno s'individua un filo conduttore, una metafora. Nella lotta tra il meditato e l'irrazionale, avete già potuto apprezzare la mia scelta. Aveva un che di ellenico forse, o di mitico, o solo un naso importante. Che ridere. "Io ero più spensierata."

Vorrei che qualcuno mi desse una mano a realizzare il prossimo speciale di Altro.

[forse non sarà Altro, ma qualcos'altro.] No Alessandra, non è questione di denominazione, di organico o di mezzi. Si tratta di desideri, motivazioni, infine Cose Meritevoli. Dato che non so se ancora ne sono capace, o se sia stato sancito il mio improcrastinabile, assiduo e spietato regresso, implosione. [-S-]
- Modificato il 05.05.05 - 12:36 am -

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Molinelli, anni 11.
Tratto da Repubblica del 28-04-05

_/-----------| 28.04.05 - 4:47 pm |-----------\_

TORINO - Una bambina di appena undici anni è stata ricoverata nel repartino psichiatrico dell'ospedale Molinette. E', forse, la prima volta che, a 27 anni dalla legge 180 che ha sancito il superamento dei manicomi, un paziente così giovane entra in una struttura contenitiva per malati di mente, il cosiddetto Spdc, "servizio psichiatrico diagnosi e cura". Antonella (nome di fantasia), è rinchiusa in quel repartino da tre giorni. A chiederne il ricovero agli esterrefatti psichiatri delle Molinette sono stati gli specialisti della neuropsichiatria infantile dell'ospedale pediatrico torinese, il Regina Margherita. Ma per capire come una bimba di 11 anni possa essere finita in un repartino psichiatrico, bisogna fare un passo indietro. La piccola, accudita e amata dai genitori, ha iniziato a manifestare disturbi del comportamento fin dai primi anni delle scuola elementare. Il Tribunale per i Minorenni, coinvolto dalla stessa struttura scolastica, aveva disposto, alcuni mesi fa, il suo trasferimento in una comunità protetta nella quale la giovane paziente potesse essere educata e curata. Ma sabato scorso Antonella è stata ricoverata nel reparto di endocrinologia dell'Infantile per essere sottoposta ad alcuni esami e per essere controllata dai neuropsichiatri. Il suo ricovero, però, ha da subito creato un problema in quell'ospedale, tanto che i medici del Regina Margherita domenica scorsa hanno chiesto ai loro colleghi delle Molinette di ricoverare la bambina nella loro psichiatria. La risposta dal repartino psichiatrico è stata un secco rifiuto: "Tenetela là - hanno detto - verremo a visitarla, in consulenza, lunedì". Domenica notte, tuttavia, Antonella ha manifestato tutto il suo disagio con comportamenti anche aggressivi che hanno indotto gli specialisti della neuropsichiatria universitaria del Regina Margherita a caricarla in ambulanza e "spedirla" al pronto soccorso delle Molinette con una richiesta scritta di ricovero motivata da un "qui non siamo in grado di gestirla. Pensateci voi". Inutile è stato il tentativo dei medici di questo ospedale di opporsi: il padre della piccola ha firmato una autorizzazione scritta. Il magistrato di turno della procura torinese, interpellato, s'è dichiarato incompetente. Il Tribunale per i Minorenni, allertato via fax martedì mattina, non ha neppure risposto. Così, agli psichiatri delle Molinette non è rimasto altro che ricoverare Antonella, dopo averle predisposto una cameretta tutta per lei, trasferendo alcuni malati in altre stanze. Da tre giorni la bimba si trova là, in attesa che qualcuno decida del suo futuro. In questo periodo, non le è stata somministrata alcuna terapia. Antonella, appena arrivata nel repartino, lunedì mattina, s'è addormentata e ha dormito a lungo, esausta dopo la notte difficile trascorsa al Regina Margherita. Nelle ultime ore è uscita dalla sua stanzetta, s'è guardata intorno stupita di trovarsi in quel luogo. Ha parlato con alcuni pazienti. È coccolata dagli infermieri. È visitata dai genitori. Ha avuto una crisi, scalciando e urlando, dalla quale s'è poi ripresa. Il suo, dicono gli psichiatri, è di certo un caso complesso, difficile. Antonella è stata ricoverata in psichiatria con la diagnosi di "disturbo della condotta". Non collabora, rifiuta il dialogo, si oppone a qualsiasi richiesta. A volte manifesta comportamenti violenti. Ma è sufficiente questo per segregare una bambina undicenne in un reparto psichiatrico? [ALBERTO CUSTODERO, Repubblica, 28 aprile 2005]
- Modificato il 28.04.05 - 4:52 pm -

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Forza Katy^_^

_/-----------| 21.04.05 - 9:21 pm |-----------\_

Io non credo più nei ragazzi di sinistra E' così facile spalmare addosso a noi stessi, o al di sopra di una stretta cerchia di persone, dei motti che riassumano uno spirito, un principio, un'idea, magari anche scura: in volontà oppositiva, s'intende. Ma se questo si riduce ad un misero cartello senza storia, senza ambizioni di concretezza; se questo si riduce ad un involucro cui far riferimento unicamente per procurarsi un pretesto di vicinanza; se queste frasi debbono restare prive di complemento oggetto, è tutto inutile. Sto invecchiando. Per cui mi stanco con maggiore facilità, specie dei proclami nebbiosi. E mi curo solo di quello che rientra in un raggio sempre più breve. Tra me e gli effetti collaterali dell'essere venuto al mondo senza mai averne fatto richiesta. Il mio pensiero questa sera va a Claudia. Spero di rivederti presto in forma. Ti sono vicino piccola. Anche se sto diventando borghese e anonimo Io ti penso spesso.
- Modificato il 23.04.05 - 1:02 am -

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[This Time]

_/-----------| 13.04.05 - 11:52 pm |-----------\_

Domani implemento le faccine. O l'anteprima dei commenti. Promesso. Ormai ho superato quota 50 ore senza nicotina. Posso farcela. Ho smesso perché non avevo più fiato. 22/04/05 - Ansa: è ufficiale, ho smesso. Poi i denti tutti gialli, che orrore. Basta. Bisogna aspirare a non-nutrire ambizioni, nè desideri. Forse destinata a domani anche la realizzazione della personal webring image per gli aderenti al progetto. "Exils" mi è piaciuto molto. Come gli ultimi album dei New Order, di Moby, di Beck, degli Afterhours. Apporto piccole modifiche grafiche. Troppe doppie linee.
- Modificato il 24.04.05 - 4:06 pm -

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Le chiendent webring

_/-----------| 31.03.05 - 10:47 pm |-----------\_

Elianto84 4Stracci Alaq296 Biba Marzia84
Questo è il banner del nascente webring.
I diretti interessati possono scaricare le immagini e il codice presso l'indirizzo 
http://tasmegalpa.altervista.org/webring.zip
Ben accetti suggerimenti e/o lamentele
Aprop.: mi fanno notare che la mappa è sballata di 5 o 6 pixel (verso il basso).
Nella prossima versione (+AngelaLink +AsivaLink{notAlaqVersion}) 
correggerò l'errore e vedrò di semplificare il codice html.
All'evenienza pubblicherò anche una versione a sviluppo verticale.

---|----- Speciale elezioni -----|---

Scontro Berlusconi-D'Alema su Repubblica: Repubblica 6 Aprile 2005
- Modificato il 04.06.05 - 10:50 am -

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Appunto 34bis - parte terza
Pierpaolo Pasolini - Petrolio

_/-----------| 31.03.05 - 6:20 pm |-----------\_

Ma non aveva fatto una ventina di passi che una curiosità irresistibile si impadronì di lui: fu un nuovo rapimento che lo travolse come un fuscello: non potè, letteralmente, trattanere una forza che alla cervice lo obbligava a torcersi all'indietro e a gettare alle sue spalle un ultimo sguardo su ciò che gli era impedito guardare. Il rigurgito dei bassi sentimenti - che, evidentemente, non sono superati da quelli alti, ma continuano a coesistere con essi - fu come una legge della natura: ed egli si voltò indietro, un attimo, un solo attimo. La Forza Luminosa era là. Ma non aveva più la faccia di Dio. Aveva la faccia del Diavolo: di tre quarti, col piccolo occhio che guardava scintillante, lo zigomo alto acceso dal suo lurido rossore, il sorriso di mendicante. Subito, a quella vista, come già Lot, il nostro intellettuale si pietrificò. Diventò un pesante masso, e precipitò di piombo giù dal Terzo Cielo. Dei geologi trovarono il masso nella malinconica valletta di un deserto perduto in mezzo ad un altro deserto. Nel mezzo c'era, appunto, la pietra caduta dal cielo: che era divinamente bella, come una conchiglia o la statua di Moore. Tutte le tinte del deserto visto da lontano si concentravano in essa: il rosa paradisiaco, le venature d'un sublime rosso ranciato, l'ocra, il violetto - un violetto indefinibile, simile piuttosto all'indaco luminoso delle sere tropicali quando è appena calato il sole. I geologi caricarono come poterono sulla land rover quel prezioso reperto, e lo portarono nel mondo della civiltà per analizzarlo. Ma non ci riuscirono, e ancora oggi quella pietra resta un puro enigma. L'infinita varietà dei suoi soavi colori corrisponde a un'infinita varietà di materie, ma nessuna di esse è stata realmente individuata, perché ogni minerale presenta caratteri contraddittori, sia in rapporto a se stesso che in rapporto agli altri minerali con cui è amalgamato o composto: non è stato possibile in quella pietra separare ciò che appariva prezioso da ciò che appariva privo di ogni valore o addirittura venefico: non è stato possibile finora neanche definirne l'impossibilità all'analisi e la contraddittorietà assoluta, perché, in concreto, le ricerche, mai sospese, danno sempre dei buoni risultati parziali.
- Modificato il 01.04.05 - 12:21 am -

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_/-----------| 31.03.05 - 4:11 pm |-----------\_

Afterhours

8 aprile 22.30 (apertura ore 21.30) Estragon, Bologna via Calzoni 6H Traversa di via Stalingrado [euro 14,50] - prevendite presso - BOLOGNA Estragon Shop Via Zamboni 53 PISA Galleria del Disco 050-24631
Puoi farti spedire comodamente i biglietti a casa telefonando all'ESTRAGON SHOP al numero 051-241554 X- COME ARRIVARE -X In Treno e Autobus: Prendere la linea n°28 fermata Fiera. Scendere in Via Stalingrado e camminate per 100 metri (verso la periferia) fino a Via Calzoni.

Io ci sarò.


- Modificato il 01.04.05 - 2:45 pm -

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Appunto 34bis - Parte seconda
Pierpaolo Pasolini - Petrolio

_/-----------| 30.03.05 - 11:10 pm |-----------\_

Posseduto da tale Santità reale egli si rese conto che era stata un dono del Diavolo; che la Verità in cui di colpo viveva era stata opera della Menzogna; che il Bene di cui ineffabilmente godeva era prodotto dal Male, che la Rivelazione era avvenuta attraverso i suoi peggiori sentimenti. E sotto questa serie di opposizioni razionali e banali scorreva un'altra serie di opposizioni, non solo non parlabili, ma neppure intuibili, se non come Scherzo o Sottrazione del Cosmo. Il nostro intellettuale lanciò un urlo e cadde per terra. Il Diavolo ne approfittò per aprirgli sui palmi delle mani due lunghe, sanguinose stimmate. Fu portato in delirio (o nel raptus) nel suo lettino; chi ebbe la fortuna di sentirlo parlare in quelle ore potè riferire che si trattava di stilemi di livello supremo, quello dell'Ecclesiaste o dell'Apocalisse, o dei presumibili e perduti testi reali di San Francesco: ma non potè, naturalmente, riferirle o ricostruirle. Durante la notte il corpo del santo fu trasportato altrove. Lì nella luce, gli apparve una luce più forte, che lo chiamava per nome. Per analogia con la Forza Oscura, chiameremo questa nuova presenza Forza Luminosa. Il santo cadde in ginocchio davanti ad essa, perché aveva creduto di poter logicamente dedurre che si trattasse di Dio. - Dio! - [mormorò il santo] - Sì, Lui - [rispose Dio] - Non son degno... - [balbettò il santo; e lo sapeva ben lui il perché] (Dio si mise a ridere amorevolmente. Il santo lo guardò interdetto: era uno scherzo?) - Sì, non son degno - [insistette, pronto a una piena confessione] - Lo so, lo so [fece sempre con benigna allegria il Signore] ma tu credi davvero a questa storia del Diavolo? Ci credi davvero? (lo guardava fisso, dolcemente canzonandolo...) - Come? - [balbettò di nuovo il santo] - Ti pare proprio che il Diavolo possa averti condotto alla Santità, quella vera? In ciò non ci sarebbe nè logica nè mancanza di logica. Il Male non è che un'esperienza transitoria: non sta nè nel principio nè nella fine. Bisogna passarci in mezzo, ecco tutto. Se dunque l'iniziativa non è partita dal Diavolo, che non è che un incidente, da chi è partita? Di chi può essere il disegno di utilizzare te, peccatore tra i più abbietti, per ridefinire la santità? Chi può aver avuto bisogno dei casi estremi, per far cadere l'estremo negativo vivendo fino in fondo l'estremo positivo? - - Tu! - - E' stato uno Scherzo. Il Diavolo non è una persona, ma un semplice aspetto. Io me la son messa sul viso, e ti sono apparso, nella miserabile casa della miserabile città del miserabile mondo, dove vivi. Dovevo usare il peggiore per farlo diventare il migliore, e di una arbitraria contraddizione in termini per far trionfare l'assenza di contraddizioni. Adesso va, torna sulla terra; va a testimoniare tutto questo. C'è un solo patto, che ti pongo... - (Qui la sua letizia si attenuò un poco per dar luogo alla solennità dell'imperscrutabile Volere.) - Dimmi - [disse umilmente il santo] - Nell'allontanarti da qui, devi andare via dritto, senza più voltarti indietro per riguardarmi. - - Lo farò - [disse il santo, con fermezza] Quello di Dio era un congedo, e quindi il santo, dopo essersi prostrato ancora una volta davanti a Lui, si alzò, gli voltò le spalle, e s'incamminò con la testa un po' più bassa, guardando dritto davanti a sé, ben deciso a non voltarsi indietro.
- Modificato il 30.03.05 - 11:13 pm -

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Giustizia

_/-----------| 27.03.05 - 10:14 pm |-----------\_

E' facile garantire la liceità dell'effetto. Ben altro conto è assicurare la consistenza delle cause. Siamo uguali. Ma in quale ambito? Io non la colgo quest'uguaglianza, non la respiro, non la vivo, non mi appartiene. Esistono dei codici, già, di presunta efficacia, che ci suddividono in classi per comodità di rappresentazione. Forse è in questo precetto teorico di appartenenza a una casta che dimora la nostra uguaglianza. E' come il tumultuoso discorso di Legoff, che pure non mi ha distolto dal credere che la storia e la storiografia sorgano per filiazione dall'individuo, piuttosto che dalla massa. Il potere, l'essenza, appartengono alla "eccezioni". Se il nostro incarnato è gleba - borghesia, proletariato - tale rimane, a meno di "eccezioni", cioè a meno di sovvertimenti storici. Solo in questa pressoché ineluttabile immutabilità può allora risiedere l'uguaglianza. E per parallelismo forse anche nei meccanismi tramite i quali sfuggiamo a questo sostrato che ci ripugna, poichè in quanto comunanza di origini e origini sole, esso è di per sè privo di speranza. Questi meccanismi sono quelli propri del desiderio, ovvero quello "giovanile" del sogno e quello "senile" della volontà di potere, cioè della volontà di ergersi a eccezione. Siamo uguali. Per entità numeriche; quantità di denti, arti, occhi. [continua]
- Modificato il 27.03.05 - 10:20 pm -

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