This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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Reve #2

_/-----------| 02.02.05 - 3:09 pm |-----------\_

Sogno con D che intreccia del cuoio attorno alla mia vita, mio padre che armeggia con un coltello e mi porge una manciata di domande (sono sgomento). Sono seduto ad un tavolo di vetro, circolare, in compagnia di M e G, sembra Racciatti dalla luce che entra dalle grandi vetrate. Contro una di queste un divano, foderato di rosso. Dal tavolo a sinistra (questo rettangolare, e ingombro), dove sono seduti dei ragazzini del mio paese, un volto indispettito si rivolge a me con uno scioccante "Ma tu sei quello che". Supero l'imbarazzo con un sorriso da sbruffone e farfuglio qualcosa su un concerto e su mia cugina (m'invita in un condominio che è un mezzo tugurio, aggiungiamo un letto prendendolo da una stanza vicina, compare il volto di C, severo, imperioso, scende la notte polverosa e calda. Al risveglio bussano svegliandoci e fanno delle domande alla ragazza, chi è lui e dove avete preso il letto, lei ribatte sdegnata, il tizio della vigilanza scompare assieme al primo atto. Il primo atto muore sul mio braccio scomodo sotto al cuscino, tra le labbra di A). Racconto di conoscenze illustri. E' estate nel secondo atto, il secondo atto prende avvio dal momento in cui mi addormento sfiorandola. Forse vorrebbe che fossi ancora più sfacciato. Dovrei confessare a C dove dormo. Loro sono le entità complementari preposte alla mia sorveglianza. Il divano è in un angolo, in penombra nonostante la stagione. Following others you won't be EverFirst. Letto oggi nel sottopassaggio.
- Modificato il 23.03.05 - 3:10 pm -

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_/-----------| 29.01.05 - 9:22 pm |-----------\_

Ogni cosa
Ogni insignificante cosa
nel posto che gli spetta
Ieri mi sono svegliato
masticando un limone
ogni cosa al suo posto
ho due colori in testa
cosa stavi cercando di dire?
provando a dire
tentando di dire
ogni cosa è al suo posto
tutti
tutti sono così vicini
tutti hanno paura
quello lì non sono io
io vado dove voglio
attraverso i muri, giù per il Liffey
non sono qui
non sta succedendo niente
in un attimo sarò sparito
questo istante, già trascorso
dato che non sono qui
io non sono qui
fuochi d'artificio ed uragani
tagliadenti
-cuttooth-
Il faut être toujours ivre, tout est là ; c'est l'unique question.
Pour ne pas sentir l'horrible fardeau du temps qui brise vos épaules
et vous penche vers la terre, il faut vous enivrer sans trêve.
Mais de quoi? De vin, de poésie, ou de vertu à votre guise, mais enivrez-vous!
Et si quelquefois, sur les marches d'un palais, sur l'herbe verte d'un fossé,
vous vous réveillez, l'ivresse déjà diminuée ou disparue, demandez au vent,
à la vague, à l'étoile, à l'oiseau, à l'horloge; à tout ce qui fuit, 
à tout ce qui gémit, à tout ce qui roule, à tout ce qui chante, à tout ce qui parle, 
demandez quelle heure il est. Et le vent, la vague, l'étoile, l'oiseau, 
l'horloge, vous répondront, il est l'heure de s'enivrer ; 
pour ne pas être les esclaves martyrisés du temps, enivrez-vous, 
enivrez-vous sans cesse de vin, de poésie, de vertu, à votre guise.

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_/-----------| 28.01.05 - 8:36 pm |-----------\_

Michele si diresse verso il sorgere del luogo pubblico
con le porte marmoree tinte di nero, incise a scalpello
sulle quali rilucevano i segni di una lingua priva di radici
come una vecchia pianta in vaso 
a farsi crescere, a fiorire tra gli sbuffi di caffé
di una cucina in lacca rossa
Egli sussurrò mordimi scombinato e sbilenco
volubile allo scricchiolio della ghiaia su fondo verde
ai presagi della zingara, quel volto di donna a fissarlo
con insistenza dalla tribuna più distante
nell'opposto emiciclo
l'orchestra a sancire il tramonto del secondo atto.
Si annusò nuovamente le dita 
indifferente al male tiepido del cielo obliquo
al fruscio mesto degli oleandri
provò a serrare le braccia, a intrappolare il suo odore
tra la mandibola e il soffitto grigio della stanza.
Un poéme pour sa femme di cui andò persa la parte
più consistente - come l'angolo ritagliato dal campo
dove in un grido si risvegliavano pallidi violinisti parigini
ed era concesso morire attraverso debita manifestazione
di desiderio - o solo rendersi irrintracciabili dai ricordi.
Due ansanti battiti di metronomo
rivelavano i tratti marcati
di angeli a capo chino.

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_/-----------| 27.01.05 - 12:10 am |-----------\_

Sta diventando stranamente faticoso agguantare il traguardo delle 5 cartelle.
L'idea sarebbe quella di tener fisso il personaggio di Stefano e lasciare che
Caterina, in parallelo o semplicemente in seguito alla rivelazione circa il
destino di Michele, discorra degli avvenimenti dal suo punto di vista, con
fluidità, mantenendo intatte le istantanee che vedono interagire i due personaggi.
Forse l'unico modo per uscire dall'impasse.
Elianto, Elianto, cosa accadrà?
Elianto potè finalmente alzare il volume della radio ed ascoltare Violentango.
In memoria dei tempi trascorsi sotto la veranda, nei bassi lidi frentani
di cui si è già discorso. Poi premette il pulsante.

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Fragments of Sharks

_/-----------| 26.01.05 - 11:40 pm |-----------\_

Mi dico CAZZO quanto è tardi. Sei troppo fragile fratello. -|- Michele raschiò un po' il fondo con i suoi occhiali spessi. Si stava bene a guardare le onde dal basso. Parevano molto più grandi. Ali di albatro. There's something cold and blank behind her smile She's standing on an overpass In her miracle mile "'cause you were from a perfect world A world that threw me away today, today, today To run away" A pill to make you numb A pill to make you dumb A pill to make you anybody else But all the drugs in this world Won't save her from herself Her mouth was an empty cut And she was waiting to fall Just bleeding like a polaroid that Lost all her dolls "'cause you were from a perfect world A world that threw me away today, today Today, to run away"
- Modificato il 23.03.05 - 3:16 pm -

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Sunday Morning

_/-----------| 24.01.05 - 1:14 pm |-----------\_


Michele si trovò a vagabondare assieme all'intensa fragranza dei forni, nello spazio compreso tra le due edicole del borgo. Alle ore 7:12 c'era una buona luce e le onde a dipanarsi concentriche dai rumori sul letto del fiume, fra lenzuola verdi e litografie di Matisse. Esplose in un singulto d'originaria bellezza. Riflessi nelle minute gocce a danzare un prezioso carillon sull'asfalto (un impercettibile brusio bianco, abbacinante appena svelato, come lisce pietre nuove a lapidare la notte) c'erano gli occhi di lei, il collo, le mani tornite. Ti va di camminare ancora, andremo a trovare il cartello dai sostegni robusti e la testa rossa, avremo caldo avvinghiati. Percorreremo le mura per l'intera lunghezza, segneremo il nostro passaggio con briciole e vernice. Frequenti soste a rubare l'ospitalità della terra. Ma voleremo bassi e rapidi, come rei di un chilometrico delitto. Michele provò a perfezionare la pronuncia delle sorde. A serrare stretti i ricordi fra i denti. La città dischiusa e ritorta come uno spesso filo di lana o il tronco di un ulivo. Ti va di affondare le unghie. Sentore di caffè tra le labbra che lo accolgono poco alla volta, le porte della piazza e i deliranti prati preclusi, costoni rocciosi che spiovono troppo in fretta. Michele pensò di scaraventarsi giù, erano solo dieci o dodici metri in fondo. Nessun rumore. Nessuno schiocco. Nessun attrito. Keith Haring a coronare allucinazioni comuni.
- Modificato il 23.03.05 - 3:14 pm -

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_/-----------| 23.01.05 - 9:47 am |-----------\_

-|- Non sono mattiniero. Ho comprato pane e giornale da francese provetto. Preso il cappuccino da una barista niente male. Ma non sono mattiniero. E' dalle ore 4.32 che vago per Pisa, come un podista dannato. NoW R4diohead Deep Purple D4ve G4h4an G4rb4ge poi tr4sloco e 4ffitto in verità in verità vi dico che la bellezza trionferà sul male ma vi resterà il desiderio: i'm only happy when it rains Ora l'ultimo spezzone di racconto Moak e un caldo buongiorno. -|-
- Modificato il 23.03.05 - 3:22 pm -

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_/-----------| 20.01.05 - 4:55 am |-----------\_

Potrei scrivere un grosso trattato su come sprecare tempo prezioso
tramite l'implementazione violenta di javascript nelle pagine web.
Io che mi ero riproposto di non utilizzarlo. Mi vergogno quasi.
Se solo l'hover fosse supportato decentemente...
Altro che 22Kb per l'encoding di una stupida home.
http://elianto84.altervista.org -> (neW Menu)

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Vertigine

_/-----------| 17.01.05 - 3:17 pm |-----------\_

Mi arrampicai sulla prima rete, sulla seconda, tentai di raggiungere il tetto. Un cancello me lo impedì. Ma ciò non aveva importanza. Ero già un gigante, con grosse difficoltà a girare per strada. C'era una sorta di ponte tra due edifici, com'era in uso durante il medioevo tra palazzi di nobili famiglie congiunte da un recente matrimonio. Con la mia statura non sapevo come valicarlo. Guardai giù dalla prima rete, quindi dalla seconda, la visione del terreno mi fece sentire uno scheletro vuoto, sferzato dal cielo, così azzurro stamane.
- Modificato il 23.03.05 - 3:19 pm -

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F.N.

_/-----------| 15.01.05 - 3:24 pm |-----------\_

[ Considerazioni sulla variabilità della magia sotto l'effetto della nebbia e delle elementi architettonici ] Ho poco tempo. Questo dovrebbe incitarmi a contrarre le costruzioni. Di buona lena. Ero sul fiume, sul ponte, con molta nebbia a offuscare le distanze. E riflettevo sul fatto che questo colpo di tosse potrebbe essere lo stesso colpo di tosse di un grande scrittore francese, o del peggiore derelitto che il mondo possa aver partorito. Altra magia che mai mi sarei sognato di rivelare è che il germe della società come comune spasimo è esattamente agli antipodi col segreto del nulla che, perlomeno nel mio caso, si è rivelato tramite i medesimi strumenti. Il guardarmi dall'esterno. Che queste cataste di mattoni e ruderi e il buio non mi concedono. Nel luogo delle gabbie dei prigionieri, nelle urla stinte, mi sento protetto. Sono polvere. O un granello di sabbia che corre con passo meccanico verso l'ennesimo lasciatemi stare, desiderando ardentemente di restare in cima alla duna. E tanto scomponendosi, egli sprofonda.
- Modificato il 23.03.05 - 3:25 pm -

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