Appuntati al petto, carne su carne. Sorprendendosi in una pietra compatta,
costellata di deboli placche, e cosa sarebbe se, orrendo.
Mi domando se riusciate a vedere cosa annaspa in questo bicchiere di finto
vetro, tra i moti ridicoli di una bibita da autogrill.
Ho ritenuto che un colpo di accetta ben assestato avrebbe potuto mutarmi,
radicalmente. Così, con un pezzo di cuore fuori da me, fuori di me,
ho impugnato i suoi fiori e le sue bambole, ben preparato alle accuse.
Al gigantesco rogo, i passeggeri del treno hanno spettato silenziosi.
Il ragazzino con la madre ha freddo. Nel suo vagone neppure un coltello,
solo un vecchio a sputare sul tempo altrui, sempre peggiore, e una ragazzina
con le trecce a declamare ciò che le appartiene. Aexstimando sua vita potiorem.
Esco sotto la pioggia e al valico c'è buio, neppure una nota, nient'altro.
Il primo me si tuffa come un arcangelo serrando bene i battenti alle proprie
spalle, ma il secondo tentenna, e quant'è buffo, apre richiude e si stropiccia
gli occhi. Il terzo si preferisce confezionato in tiratura limitata, assieme
alle relative braci di sopravvivenza, alle opinioni per difetto.
Vorrei donarti la bellezza del mondo quando si è in pochi a sbucare fradici
dalla stazione e non c'è molto da affrontare a parte l'inconfessabile e perfetto,
gli unicorni grigi da cemento; sfiorire 8-10 ore più tardi come medicinali
di basso rango e rattrappire a affannarsi nell'incubo della ricostruzione.
Se solo vi fosse una grotta, se pure di semafori, autostoppisti e gente
infaticabile, in essa avrei potuto riporre e curare un fiore sghembo,
un'illusione di giustizia nel ritorno. Non impazzire allo sfilacciarsi
dei contorni dell'immagine, la mia, non gettarmi nell'acqua fetida dopo
il tramonto, solo per sentirmi tanto sporco quanto il resto e rendere
tributo ad un dio altrettanto folle.
Vorrei reincarnarmi nel tempo.
- Modificato il 14.10.05 - 11:50 am -
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