Volsi la mia attenzione al tumulto che lo scaffale alla mia destra profilava.
Si presentò una Chicago intrisa di misteriosi contenitori bluastri,
latte azzurre a ricoprire chissà quale incarico.
Presi a sognare ad occhi aperti, ma di un sognare mesto,
che cadesse al suolo con dolcezza, che non desse nell'occhio.
Una storia d'attenzioni e piccolezze, fragili sorrisi, poche parole,
che avesse come interpreti me e un viaggio mai compiuto.
Che fosse nobile perchè comune, ma priva di risentimento, scevra da indagini.
Riuscii nel mio intento solo per quattro minuti, distratto da una curiosità
che intervenne come naturale: i dettagli a distinguere il sogno
dallo scaffale davanti al quale mi trovavo.
-(*)- Liberamente stravolto e riadattato da 3storie.pdf -(*)-
Al premio Città di Teramo 2005 passa in finale un racconto
di un'autrice napoletana intitolato "Botta Di Culo".
Il concorso Feltrinelli di giugno, a Pisa, viene conquistato da Monica Biagi
con un dialogo filolibresco filoharmony. Oh, Ashley.
Il primo commento dei diretti, tristemente, non-interessati, è stato
VAFFANCULO.
Che certo include una certa dose di sdegno e di razzismo culturale.
MA CHE CAZZO.
A conoscere i retroscena è una cosa da ridere.
Pretendono racconti da 60 cartelle, in alternativa da meno di 100 parole.
Il precetto "trasmetti qualcosa", perlomeno a livello gretto e statistico,
non è tenuto in grande considerazione. Non c'è modo di farsi strada.
A spallate, forse.
Oppure cedendo alla meccanica che vede la storia come frutto del caso,
della fortuna individuale. Attendere che piovano rane.
Io continuerò a scrivere storie che non ammettano difetti di gratitudine.
Ho aggiornato la pagina
http://elianto84.altervista.org/mani.php
e chiunque voglia metterci mano lo faccia. Sono tutti racconti "aperti".
Sapete come spedirmi una email.
Hasta luego. - Modificato il 21.06.05 - 4:40 pm -
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