TORINO - Una bambina di appena undici anni è stata ricoverata nel repartino
psichiatrico dell'ospedale Molinette. E', forse, la prima volta che, a 27 anni
dalla legge 180 che ha sancito il superamento dei manicomi, un paziente così
giovane entra in una struttura contenitiva per malati di mente, il cosiddetto
Spdc, "servizio psichiatrico diagnosi e cura". Antonella (nome di fantasia),
è rinchiusa in quel repartino da tre giorni.
A chiederne il ricovero agli esterrefatti psichiatri delle Molinette sono stati
gli specialisti della neuropsichiatria infantile dell'ospedale pediatrico
torinese, il Regina Margherita. Ma per capire come una bimba di 11 anni possa
essere finita in un repartino psichiatrico, bisogna fare un passo indietro.
La piccola, accudita e amata dai genitori, ha iniziato a manifestare disturbi
del comportamento fin dai primi anni delle scuola elementare. Il Tribunale per i
Minorenni, coinvolto dalla stessa struttura scolastica, aveva disposto, alcuni
mesi fa, il suo trasferimento in una comunità protetta nella quale la giovane
paziente potesse essere educata e curata. Ma sabato scorso Antonella è stata
ricoverata nel reparto di endocrinologia dell'Infantile per essere sottoposta ad
alcuni esami e per essere controllata dai neuropsichiatri. Il suo ricovero,
però, ha da subito creato un problema in quell'ospedale, tanto che i medici del
Regina Margherita domenica scorsa hanno chiesto ai loro colleghi delle Molinette
di ricoverare la bambina nella loro psichiatria.
La risposta dal repartino psichiatrico è stata un secco rifiuto: "Tenetela là -
hanno detto - verremo a visitarla, in consulenza, lunedì". Domenica notte,
tuttavia, Antonella ha manifestato tutto il suo disagio con comportamenti anche
aggressivi che hanno indotto gli specialisti della neuropsichiatria
universitaria del Regina Margherita a caricarla in ambulanza e "spedirla" al
pronto soccorso delle Molinette con una richiesta scritta di ricovero motivata
da un "qui non siamo in grado di gestirla. Pensateci voi". Inutile è stato il
tentativo dei medici di questo ospedale di opporsi: il padre della piccola ha
firmato una autorizzazione scritta.
Il magistrato di turno della procura torinese, interpellato, s'è dichiarato
incompetente. Il Tribunale per i Minorenni, allertato via fax martedì mattina,
non ha neppure risposto. Così, agli psichiatri delle Molinette non è rimasto
altro che ricoverare Antonella, dopo averle predisposto una cameretta tutta per
lei, trasferendo alcuni malati in altre stanze. Da tre giorni la bimba si trova
là, in attesa che qualcuno decida del suo futuro. In questo periodo, non le è
stata somministrata alcuna terapia.
Antonella, appena arrivata nel repartino, lunedì mattina, s'è addormentata e ha
dormito a lungo, esausta dopo la notte difficile trascorsa al Regina Margherita.
Nelle ultime ore è uscita dalla sua stanzetta, s'è guardata intorno stupita di
trovarsi in quel luogo. Ha parlato con alcuni pazienti. È coccolata dagli
infermieri. È visitata dai genitori. Ha avuto una crisi, scalciando e urlando,
dalla quale s'è poi ripresa.
Il suo, dicono gli psichiatri, è di certo un caso complesso, difficile.
Antonella è stata ricoverata in psichiatria con la diagnosi di "disturbo della
condotta". Non collabora, rifiuta il dialogo, si oppone a qualsiasi richiesta.
A volte manifesta comportamenti violenti. Ma è sufficiente questo per segregare
una bambina undicenne in un reparto psichiatrico?
[ALBERTO CUSTODERO, Repubblica, 28 aprile 2005] - Modificato il 28.04.05 - 4:52 pm -
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