This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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Giovani e inesperti

_/-----------| 27.06.11 - 3:41 am |-----------\_

La lezione di oggi è per voi che siete la mia ragione di vita. L'assenza delle rughe vi permette di macchiarvi senza che anima lo noti. Come il rimestio della tempesta, il proposito di guerra che turbina e fa stragi nel profondo delle acque, nel buio, nel silenzio; non vi è increspatura nelle onde che lambiscono il molo, ma lì sotto qualche cucciolo digrigna le zanne, è imminente lo sfacelo di quadro e cornice, migliaia di cocci e gocce di sangue fresco. Posso narrarvi la storia di ogni sasso, le sventure degli esploratori, le imbambolate espressioni dei turisti, i trucchi del mestiere. Per mano di Dio donarvi l'evidenza che sia tutto da rivedere, ridefinire, rafforzare, diffondere, difendere. Da Cassandra ho acquisito l'abilità per convincervi che ognuno di voi è solo. Dalle rupi che ho scalato a forza di graffi, da che sono loro sopravvissuto, vivo e zannuto, ho appreso che "solo" non significa "inerme". Potete credere, anche agli almanacchi, anche alla bellezza dei tratti. Ma prima di credere vi supplico di non credere. Non c'è peccato nel proposito di annientare il dolore. Non abbiate paura di destituirlo dal suo trono, altare di quel Dio infido e spregevole che tiene la conoscenza lontana dalle mani. Le vostre gambe sono forti. Io sono quasi zoppo, ma conosco molti sentieri. Lasciatevi condurre, allora. Poi arrampicatevi sulla sommità del più alto albero della più alta montagna, e urlate a tutti che cosa NON è, eppure regna. Portate quel che è, e regnerà. Uccidetemi con crudeltà e dilaniate le mie spoglie. Solo così, attraverso la potente voce di un Dio non più geloso, non più guardingo, non più bugiardo, io potrò essere felice.

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Come accidenti fanno tutti?

_/-----------| 27.05.11 - 9:01 pm |-----------\_

Sono i pensieri di un bambino cresciuto male: maleducato, impertinente, difficile da maneggiare, scostante e spesso incapace di esprimere affetto. Non è quello che la mia ottica raziocinante vorrebbe, ma è quello che nelle ore di ieri, di oggi e di domani, all'atto pratico, sono. Con un termine fanciullesco: cattivo. Con un infiorettamento barocco: rancoroso e menefreghista. Tra molto poco tempo dovrò essere indipendente. Un uomo fatto. Avere un lavoro, potermi pagare affitto e cibo, guidare la macchina. Tutto ciò mi terrorizza e mi angoscia. Io non so fare niente. NIENTE. Ricordo la voce suadente e la figura esile della moglie del mio prozio argentino, Carmine. Lui aveva un tumore alla laringe, gli avevano impiantato tutto un ambaradan e avevo dovuto imparare a parlare emettendo aria solo con il diaframma. Una cosa atroce e disgustosa. Lei però era molto bella e in un misto di italiano e portoghese chiedeva a me, bambino, se sapevo guidare: "sapez vous manèr?" Pensavo a cosa sarà della casa in cui sono cresciuto, quando sarò un uomo fatto. Se mi arrenderò a viverci dentro mentre cade a pezzi, o se dovrò svenderla per sopravvivere qualche tempo con i proventi. Tutti i miei giocattoli, i miei libri e quelli di mia madre, le tonnellate di cianfrusaglie in soffitta e tutto il mobilio. I giocattoli e i libri, magari, metterli da parte per mio figlio. Il resto si fotta. Magari lo scopo è possedere le persone, ma di certo non è farsi possedere dagli oggetti inanimati. Un figlio, poi. L'idea della continuità della specie è allettante, ma i prerequisiti sono mostruosi. Dovrei trovare una persona in cui poter riporre cieca fiducia. Perché si parla di un figlio, non di una serata in cui ti mancano i 5 euro per i preservativi, vabè si fa senza, che guaio che guaio, ma che fai lo ammazzi, e tutti genitori perfetti. Perfetti una sega. Anche ammettendo che una persona degna di stima, del giusto sesso, esista, chi mi assicura che un giorno non sia io a commettere qualcosa di irrimediabile e stupido, compromettendo per sempre non solo la mia esistenza (fin qua, è tollerabile), ma anche quella di un soggetto innocente? Tacciatemi pure di codardia, ma è un prezzo che non sono disposto a pagare. Il cieco egoismo può aver senso solo per le bestie. Il cieco egoismo, la fede in un qualunque dogma e la difesa dello status quo, per la precisione. Quando boccheggio supino e con gli occhi sbarrati sulla coperta che mi ha regalato G., certi interrogativi restano marchiati a fuoco sul soffitto. Alcuni riguardano il mio albero genealogico, alcuni la mia inettitudine, altri il supremo burattinaio. Quelli che pongono fine al calvario, in genere, riguardano le donne e la mia inestinguibile sete di tenerezza, più che di sesso. L'esperienza più appagante consiste in me e G. che ci teniamo forte per mano e ci diamo piccole unghiate. Attualmente G. gira il mondo ed è una persona stupenda. Io continuo ad inseguire le immagini di un tempo che non tornerà, l'unico possibile per Jack-bambino. Come si può acquisire consapevolezza e continuare a dormire?

- Modificato il 06.06.11 - 10:19 pm -

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Sono passato dal minimarket

_/-----------| 19.03.11 - 5:12 am |-----------\_

per comperare del dentifricio con tre strisce colorate, della cioccolata al riso soffiato e il primo alcolico con cui sono venuto a contatto, nell'estate del 1993. E' buonissimo. Ha il sapore che aveva il mondo quando ancora esisteva la magia. Ora è rimasta la musica. Non è poca cosa, ma neppure lo stesso. Mi manchi, Katy.

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Ora

_/-----------| 22.02.11 - 12:44 am |-----------\_

berrò molto. Per recare vigore nella speranza del domani. Per potervi regalare altri traumi. Sentirmi sicuro di ciò che conosco. In ogni piega.

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C'è questa scena

_/-----------| 04.02.11 - 1:15 am |-----------\_

dove il professore bacchettone punisce il bambino. "Scriverai molte e molte volte: - Non insozzerò i muri della scuola". Oggi penso che un muro abbia un'aspettativa di vita comparabile con la mia. E possa essere bello e toccante intarsiarlo di nero, instaurare guerre surreali di parole e proclami a distanza. Se il tempo è vano, la tristezza è vana ed è vana anche la storia, che possa almeno lasciare me stesso in un pezzo di intonaco o cartongesso. Il giovane Malpelo si sveglia di soprassalto, colto dalla penetrante angoscia di non aver portato a termine i suoi compiti. Si porta appresso, per tutto il dì, un grosso marchio di colpa sotto gli occhi. Eppure nessuno se ne accorge. Malpelo scopre tra le sue carte la scommessa. Comincia a chiedersi quanto dolore possa arrecare al mondo senza sollevare proteste, e quanto ne possa tollerare. Molto, moltissimo, per nulla, nel Tuo nome o in quello di Dio - cambierà spesso idea, senza mai essere interrogato a riguardo. Ho sognato di guardare una VHS - e vi avverto che questa è atroce a confessarsi - dove un omaccione brutto e corpulento scopava da dietro una ragazza minuta, semivestita, con un maglione rosso e dei capelli irrealmente neri e lisci. Ma ad ogni piccolo gemito e ad ogni scossone il viso di lei, gli occhi e la voce, mutavano impercettibilmente, trasformandola in decine di donnette libidinose, e infine in nessuna. Uno spettacolo disgustoso ed ammaliante. Riavvolgo la pellicola - il desiderio di conoscere si pone al di sopra del misero pudore - anche perché ormai c'è poco da salvaguardare - e riconosco la prima Lei, il suo volto i suoi occhi e i suoi capelli - è K. Riconosco anche il maglione, è mio. Le piace farsi scopare da un energumeno. Col mio maglione, per giunta. Che amarezza.
- Modificato il 04.02.11 - 2:33 am -

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Sogno qualcuno

_/-----------| 17.01.11 - 2:21 am |-----------\_

che sappia contare fino a sette. Non con le dita, s'intende. Che possa voltarsi in pizzeria e rispondere di scatto alla domanda "quanti siete?". Che non riesca a trattenere le lacrime davanti al finale dei quattrocenti colpi di Truffaut. Che sappia parlare schietto, e cominciare da zero, ogni giorno. Che mi salti alla gola e mi convinca che c'è una ragione, per tutto. Ho conosciuto persone che sostenevano di poter contare fino a cinque. E su questi cinque miseri pilastri hanno imbastito compromessi geografici, acrobazie erotiche, fondamenta insondabili, giustificazioni storiche, matrimoni e draghi cinesi. Certe volte non andavo a scuola, camminavo per quel paio di chilometri, raggiungevo la spiaggia, urlavo, scrivevo, piangevo. Avevo l'impressione di poter strappare un pezzo di cielo di forza viva, ma sapevo contare a malapena fino a sei. Ora che forse so contare fino a sette, sono troppo ubriaco. Provo ripugnanza quasi per tutto, non pensavo che il processo fosse irreversibile tanto quanto lo sgretolamento di un molare a seguito di una devastante carie. Mi stringi la mano? Mi graffi il collo? Potrai andare oltre quello che ha fermato me.

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White Katyusha

_/-----------| 01.01.11 - 10:59 pm |-----------\_


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Da quello che dicono

_/-----------| 16.12.10 - 9:26 pm |-----------\_

sono vecchio. Lo sono diventato senza accorgermene. Ho assistito alla nascita di un giornale che mi ha privato per lungo tempo della voglia di scrivere. Ho sognato con frequenza preoccupante il coesistere dei luoghi, dei tempi, della dolcezza, dei numeri, degli amori. Da incidere sullo smalto verde delle sbarre del laghetto, in attesa di essere raccattati dal rassicurante Tutto. A 26 anni ho già assistito ad una delle peggiori disfatte delle idee in favore dell'ottusità e dell'immondizia, alla morte di mia madre, alla dissoluzione del mio talento, alle più atroci e infondate invettive che un padre possa pronunciare. Provo vergogna, di me stesso, delle mie radici, del mondo intero, degli abbagli che mi hanno dirottato e delle idiozie che ho scientemente intrapreso. Perdonami, padre, se quest'anno non rendo tributo al focolare domestico ubriacandomi da solo, davanti al televisore, nell'usuale fredda, lugubre e trasandata dimora abruzzese: ricorda, troppo, una lapide. E' risaputo, poi, che a noi vecchi non piace viaggiare: siamo legati alle abitudini e ai soliti quattro amici.

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No comment.

_/-----------| 30.11.10 - 9:45 pm |-----------\_


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Non ho tempo

_/-----------| 26.11.10 - 4:10 am |-----------\_

di star qui a sbriciolare, mutilare e sezionare i momenti feroci e splendidi che sto vivendo sulle strade, sui binari e tra le pagine. Sappiate solo che ci sono dentro, integralmente, fiero di poter recare le mie devastanti paure al servizio di chiunque.
- Modificato il 26.11.10 - 4:12 am -

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