This is Tasmegalpa

Il blog di elianto84 aka jack202

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This Is Tasmegalpa - Encoded by Elianto84
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Sacrificio

_/-----------| 20.11.10 - 2:02 am |-----------\_

Nel sogno siamo vivi, e lottiamo. Grazie a un poderoso sacrificio d'alfiere la nostra posizione è tatticamente superiore, la nostra manovra ha reso la superficie accidentata, riempito di trappole ogni angolo, già quattro lati del pentagono sono ermeticamente sigillati, non resta che occultarsi, cancellare ogni traccia, attendere con famelica ferocia i fuochi d'artificio finali. Il piano ci conduce nei pressi di una chiesa, forse sconsacrata. Si sente musica provenire dall'interno. Nulla di raffinato. Un coro parrocchiale o forse un'orchestrina straniera, giunta fin qui a caccia di spiccioli, in occasione di una sagra paesana. Ridiamo, li sbeffeggiamo. Senza pudori. Li abbiamo abbandonati molto tempo fa, risoluti nel rendere grottesca e patetica la missione dei nostri inseguitori. La notte più nera è trafitta dallo scintillio dei nostri occhi felini, che l'alto bavero dei pastrani non può nascondere. Nell'angolo più remoto della piazzetta ritroviamo degli amici. Stanno suonando anche loro, ma l'origine della melodia e della ritmica è nota solo a chi conosce il volto dolce, ispido e fermo del fisarmonicista. - "Compagno, siamo vicini." Accovacciata a ridosso di una saracinesca, riconosco Agnese. Mi gela il sangue, mi ferma il respiro. I vestiti le cadono mollemente addosso. E' sottile e splendida. Non si muove, ma protende il labbro inferiore in quella sua unica espressione di gioia universale che l'affossarsi delle mie rughe può solo grigiamente scimmiottare. Mi porge una cartina di sigaretta e una bottiglia di rhum. Il monito è da copione: "Stai contribuendo alla rivoluzione. Nel momento in cui accetterai questi simboli, non potrai più tornare indietro." Seguono silenzio e tremori, ma è chiaramente un "sì, lo voglio!", dato che non siamo dinanzi ad un altare, non sussistono inganni, casualità, attori coprotagonisti. Mi getto a peso morto sul suo corpicino e la bacio, consapevole di aver recuperato le redini della mia vita. La cartina servirà a sigillare il quinto e ultimo lato del pentagono. Dopo, non vi sarà un dopo. Il rhum è un regalo per me. L'alcool mi intristisce e mi esalta, dunque è quanto di meglio serva a farmi sognare ad un volume assordante. Lo stimolo della sete, poi, è uno dei pochi mezzi utili a preservare la memoria, conficcandola nella carne, stravolgendo le abitudini. Così la memoria può essere portata indosso come un marchio indelebile, doloroso, oggettivo, indiscutibile, esente da revisioni. Un dato di fatto è che le singolarità sono più frequenti del dovuto. Se il divin creatore esiste, ha certamente una razionalità finissima, un senso tattico superiore. E una crudeltà abominevole. Imperniata sull'incessante sacrificio di certe sue opere in carne: alcuni di noi, secondo una santa e giusta parzialità. Tutto sommato, meglio non averci niente a che fare. Lo immaginate voi, che disumano vantaggio sarebbe poter intraprendere più scelte esclusive simultaneamente, poter scegliere di vivere più mondi, conservando la consapevolezza di ognuno, magari arrestandosi con totale viltà al minimo sottoprodotto negativo? Forse un'idea letteraria incredibilmente fruttuosa. Ma ammetto a testa bassa l'olezzo di plagio, avrete di certo già sentito termini come "Trinità" o "Passione". Vi lascio, al più, una mirabile sintesi, affermando che il divin creatore, se esiste, non ci ha certo fabbricati a sua immagine e somiglianza. Altrimenti non vi sarebbe necessità di marcire in cimiteri di metafore, seguire con mano piccola e tremante i contorni di dedali logici inestricabili, avvizzire nell'assedio dell'inespugnabile Valdrada, e infine farsi saltare in aria per un sogno, con appena un briciolo d'amore in bocca.
- Modificato il 21.11.10 - 1:43 am -

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I Viaggi!

_/-----------| 14.11.10 - 5:13 am |-----------\_

L'amore per l'esotico, le superfici luccicanti, i ninnoli, i souvenirs, conoscere nuova gente, nuove abitudini, nuove lingue da ficcarsi in gola prima o dopo le convenevoli discussioni metereologiche; e poi i treni, gli autobus, gli aerei, gli orari prestampati e i percorsi di marcia, la bellezza di avere sacchi della spazzatura gialli, o di farsi sparare a trenta metri di altezza ripetendo meccanicamente scioglilingua appresi altrove; poi ancora sciocchezze, sempre e solo sciocchezze, e fierezza incessante delle sciocchezze. Sono queste le passioni altrui che mi condurranno diritto, imperioso, alla bara. Dico io, se il processo di eradicazione è così centrale, tanto vale strapparsi le vene dei polsi a morsi. Buonanotte schifoso e viscido mondo di merda, ricorda che non ti appartengo.
- Modificato il 14.11.10 - 9:34 pm -

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Stanotte

_/-----------| 30.10.10 - 5:05 am |-----------\_

La luna è esattamente a metà. Proprio come me. A chi apparteneva la satira dell'uomo dimezzato? Non ricordo, non c'ero, non ero io, intento a contemplare sbarre. Non ho un futuro da ladro, né da attore. Vieni qui e illudimi, ti prego. Troverai dettagli a volontà.

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Ho sognato

_/-----------| 23.10.10 - 3:16 am |-----------\_

che eravamo in visita o in gita in un posto molto esteso ed affollato, con locali e piccole strade ortogonali. Maus, il vecio, il tenente, Mufasa, forse altri. Ad un tratto sbucava lei. Conflitto sanguigno, intestino. Fino a che non la strangolavo di viva forza e la lasciavo esanime nel bel mezzo della strada intimando a tutti gli altri "scappiamo" e raccogliendo ampio consenso fino al risveglio. Vorrei possedere una famiglia vera e un posto e una persona dove riporre il mio cuore ischemico quando è ubriaco, stanco o solo spaventato, non sentirmi un freak ogni volta che si tratta di aprire uno spiraglio su quel che sono e che ho vissuto. Vorrei pronunciare di nuovo due parole. E' il turno di Kerouac, leggo "visioni di Gerard" attorno alle 15.30, in piazza dei Miracoli, dato che è proprio ciò che disperatamente attendo, un miracolo.
- Modificato il 24.10.10 - 2:49 am -

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Si, già, beh,

_/-----------| 09.10.10 - 9:26 pm |-----------\_

mi è presa male. Estremamente male. Il principio è "ti amo e ti odio" in quanto: mi hai reso libero. Ma nessuno merita questo privilegio. Dovremmo restare in silenzio, in attesa che le autorità precostituite ci trafiggano. Sono disgustato. Probably I'm overreacting. Who cares. L'unico segno è trovare nella credenza del nonno un segno, una guida. Ma sono fenomeni così sporadici che mi strappano via pezzi di cuore e rigurgiti e asfalto e pioggia e.. perché non sei qui, mio inesistente Dio? Esistono spettatori dello scrigno, talmente tanti livelli prima di accedere alla fiducia indistruttibile, che l'intramolecolare anelastico è concorde, e la mia miseria non ambisce ad altro. Il sesso è sbagliato, ed anche la statura. Disgusto, universale. Cattiveria, anzi, nel senso di clausura entro le sbarre. Siete a bruciare cassonetti, come nelle banlieues francesi? Restateci.
- Modificato il 10.10.10 - 11:02 pm -

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Lo senti, Stefano,

_/-----------| 26.09.10 - 5:39 am |-----------\_

il clangore delle ruspe che si insidiano tra le frange del bosco? Annega di nero ogni insetto, ogni trepidante piccolo arto, scricchiolano gli stecchi sui lembi polverosi del sentiero, ribolle di desiderio l'edera mentre graffia il suo amante. Non giungerà il minimo chiarore prima che siano gru e gru, prima che gli eleganti e ridicoli esili sostegni svestano la forma del vanto, la linfa scorra a fiotti, gli artigli si mescolino alla carne per restarvi. Prima di far posto. SI INCUNEERA' CRUDO IL FREDDO ed avrà inizio una lenta processione di cadaveri in corazze di lamiera. Ciechi, sordi, deformi. Certi desiderosi di esplodere, altri di sciogliersi. Nessuno rovisterà nella cenere. Nuotare, riemergere. Te l'hanno mai insegnato, Stefano?
- Modificato il 26.09.10 - 5:54 am -

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Ockham's razor

_/-----------| 23.09.10 - 5:50 am |-----------\_

Quanto tempo servirà per spostarsi da Roma a Pisa? Se mi saprai sorprendere ti regalerò un Jack. E' piccolo e non eccessivamente peloso. Puoi utilizzarlo come soprammobile, moka o calcolatrice.

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Riflussi

_/-----------| 13.09.10 - 4:24 am |-----------\_

L'altra sera ero felice di sorseggiare una birra estremamente alcolica, offertami dal buon Matteo. A. orbitava sull'anello più esterno e giovane, captando forse qualche parola di tanto in tanto. Si è dissolta in poco, senza neppure un saluto sguaiato. Ma non è questo il punto. Maurizio aveva con sé un saggio di Huxley. Mi è tornato in mente un vecchio progetto, nato a Bologna mentre passeggiavo e tenevo stretta Monica. Si potrebbe scegliere una piazza frequentata, lontana dal traffico, portare con sé un libro e leggere, ad alta voce. Senza inutili toni recitativi, scadenze, appuntamenti, comitati. A titolo puramente masturbatorio. Anzi è proprio il profondo e radicale disinteresse, talvolta disprezzo - quando è evidente che non ne valga la pena, che non vi siano neppure erbacce che promettano di germogliare, quando la scena è di lotta tra emaciati pallidi smunti cadaveri che si rifugiano nella metropolitana e sterili idioti che imbracciano parole e sfoderano orologi - che il terreno è fertile per una radicale follia. Se solo non avessi questa febbriciattola, preannunciata con dovizia da un quasi gradevole abbassamento di voce, e da una sensazione di ruvido in gola molto meno piacevole - anche domani. Sì. "Solo da te ci si può aspettare una risposta del genere - sì, e basta - mi piace. Ma ovviamente non ho idea di come muovermi, dovrai farmi da bussola". Allora ero preparato, dolce Monica. Ora no. Non so neppure cosa aspetto. Forse resterò così per sempre. Per sempre raffreddato, per sempre solo, distinguerò nettamente il contorno della pietà negli occhi altrui, ma senza conseguenze, senza che nessuno alzi un dito. Porterò con me interi rotoli di carta straccia, per riporvi le mie brutte e inutili confessioni, in attesa di essere inghiottito dal Grande Niente. Qual è il punto?

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Invece no,

_/-----------| 02.09.10 - 12:55 am |-----------\_

non mi lascerò seppellire dai bisogni, non mi getterò tra le braccia di A, troppo lontane e povere, né sui binari. Ho intravisto una briciola preziosa in parole ed occhi più vecchi (già, incredibile) dei miei: anche se fosse, non è una tragedia. Eppure fantastico all'idea che le tue scelte idiote possano trasudare evidenza, quindi ricondurti da me, sconfitta, certo, ma senza tragedie. D'altronde posso constatarlo: mi leggi. Mi chiedo perché. C'è qualcosa di vivo?

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Questo pomeriggio, cullato dai binari,

_/-----------| 29.07.10 - 12:45 am |-----------\_

ho visto un aeroplano dalla carlinga tutta gialla parcheggiato pochi metri in là e fissato per una piccola eternità il contorno della splendida bocca di A. Tra i riflessi dei riflessi dei riflessi, le mie invalicabili paure da sventare, le confessioni che rivolgo solo a voi parziali sconosciuti (in chi altri riporre fiducia?), l'angoscia del ritorno a casa, il timore di un giudizio cui non sappia tener testa, il gorgoglìo di sangue, sale e bile, un avviluppante bisogno di comprendere e sperimentare l'affetto, lontano da tagliole e fili spinati. Mi mancherai moltissimo, A.
- Modificato il 29.07.10 - 12:46 am -

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